Caporalato, evasione fiscale ed indebite percezioni nella vigilanza privata, 3 imprenditori e 26 lavoratori denunciati

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Cronaca

01 luglio 2024

VILLAFRANCA DI VERONA

Caporalato, evasione fiscale ed indebite percezioni nella vigilanza privata, 3 imprenditori e 26 lavoratori denunciati

L’indagine della guardia di finanza di Villafranca di Verona ha preso il via da un’ispezione fiscale svolta presso la sede dell’azienda. Da li sarebbero emerse le condizioni di sfruttamento dei lavoratori, alcuni dei quali avrebbero ottenuto reddito di cittadinanza de disoccupazione in modo illecito

Sono 3 le persone denunciate per i reati di “caporalato”, evasione fiscale, autoriciclaggio e truffa nei confronti della pubblica amministrazione, e 26 quelle che dovranno rispondere di indebita percezione del reddito di cittadinanza e dell’indennità di disoccupazione, al termine delle indagini della guardia di finanza di Villafranca di Verona, coordinate dai sostituti procuratori della Repubblica, la dottoressa Maria Diletta Schiaffino e la dottoressa Claudia Bisso.

L’attività, infatti, avrebbe permesso di accertare l’esistenza di un sodalizio criminale che gestiva una società operante nel settore della vigilanza privata, con sede nel Villafranchese, che si sarebbe resa protagonista di gravi illegalità.

Come spiegano le forze dell’ordine, le indagini sono partite da un’ispezione fiscale svolta presso la sede dell’azienda, durante la quale sono stati acquisiti, oltre alla documentazione, anche i contenuti dei pc aziendali. Una volta emerse le prime irregolarità, sarebbero stati avviati riscontri con i fornitori e i clienti della società, e sono stati sentiti i dipendenti. Le dichiarazioni di questi ultimi avrebbero consentito di appurare la loro condizione di sfruttamento: imposizione di turni di lavoro estenuanti, minacce di ritorsioni in caso di fruizione di permessi/riposi, assenza di riposi settimanali/ferie, obbligo di lavoro anche in costanza di infortuni documentati da strutture sanitarie, assenza di indennità per lavori notturni/straordinari/festivi, lavori svolti in assenza delle previste abilitazioni, corresponsione di retribuzioni in modo palesemente difforme dai contratti collettivi nazionali, obbligo di firmare fogli di “dimissioni in bianco” nel caso in cui i lavoratori non avessero accettato le condizioni lavorative imposte. Inoltre, le Fiamme gialle avrebbero accertato che la società ha impiegato, in più anni d’imposta, 90 lavoratori “in nero” e circa 180 lavoratori “irregolari”.

Come se non bastasse, gli amministratori della società, al fine di versare meno ritenute previdenziali, avrebbero elargito parte dello stipendio mediante fittizi rimborsi chilometrici, integrando, in tal modo, la fattispecie di “truffa” nei confronti di un ente pubblico.

Infine, sarebbe emerso che la società avrebbe sottratto a tassazione circa 3,5 milioni di euro ai fini delle imposte dirette, non versando circa 630 mila euro di I.V.A. Per tali motivi gli amministratori sono stati denunciati per il reato di omessa dichiarazione. Parte dei proventi derivanti dal reato tributario sarebbero stati “riciclati” pagando in contanti gli stipendi di alcuni dipendenti “in nero”, in modo da ostacolare l’identificazione della loro provenienza delittuosa.

Tali comportamenti avrebbero agevolato 26 dipendenti nell’ottenere indebitamente il reddito di cittadinanza per un totale di 74 mila euro nonché l’indennità di disoccupazione per un totale di 75 mila euro. Nelle relative istanze, i dipendenti avrebbero omesso di dichiarare la parte dello stipendio che avevano percepito “in nero” e in contanti, determinando l’ottenimento delle citate prestazioni sociali.

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Caporalato, evasione fiscale ed indebite percezioni nella vigilanza privata, 3 imprenditori e 26 lavoratori denunciatiultima modifica: 2024-07-02T11:30:19+02:00da sagittario290