Pisa, vigilante di Cisanello licenziato: ricorso respinto in primo grado

iltirreno

Cronaca

12 febbraio 2024

Tribunale

Pisa, vigilante di Cisanello licenziato: ricorso respinto in primo grado

Simone Casella: mi ero spostato di 50 metri per le difficoltà di un collega

di Nilo Di Modica

PISA. «Si può ritenere che il rapporto di fiducia tra il lavoratore e l’azienda sia definitivamente compromesso». Sta racchiusa in questa formula la sentenza di primo grado che, a distanza di due anni, prova a mettere un punto al caso di Simone Casella, delegato della Filcams Cgil, licenziato nel dicembre del 2021 dalla società di vigilanza Worsp che svolge servizio di guardiania agli accessi dell’ospedale di Cisanello. Ricorso contro il licenziamento che i giudici, in prima istanza, hanno rigettato «alla luce delle reiterate violazioni delle direttive e delle gravi condotte di abbandono poste in essere per due giorni consecutivi dal ricorrente».

Il sindacalista, protagonista nel corso del 2021 di mobilitazioni che hanno portato alla stabilizzazione di numerosi colleghi, era stato accusato dall’azienda di essersi assentato dalla postazione in due occasioni nel novembre di quello stesso anno. «In qualità di delegato sindacale mi sono spostato di 50 metri per ascoltare e porre rimedio alle difficoltà di un collega rimasto senza riscaldamento in auto – ribadisce Casella – perché da due anni chiediamo un box per ripararci dal freddo, dall’eccessivo caldo e dalla pioggia o semplicemente per usare un bagno, ma la richiesta non è mai stata accettata». Assenza alla fine della quale trovò una squadra ispettiva dell’azienda. Varie le motivazioni addotte dai giudici, che non sono stati convinti dalle osservazioni del ricorrente, soprattutto in riferimento all’irreperibilità che viene contestata a Casella in quei lassi di tempo, senza comunicazioni all’azienda, e ad altri comportamenti che avrebbero contribuito a compromettere il vincolo fiduciario tra il dipendente e il suo datore di lavoro, secondo le nuove norme sul licenziamento per giusta causa. Violazioni al mansionario oggi addotte dall’azienda, ma che in molte occasioni in passato sono state oggetto di lotta sindacale e al centro delle vertenze.

Il comitato nato in questi anni per chiedere il reintegro del sindacalista ha intenzione di impugnare nuovamente la sentenza. «Come gruppo lavoratori Worsp siamo rimasti allibiti – dicono i lavoratori in solidarietà – perché non sono stati minimamente presi in considerazione i documenti prodotti dall’avvocato difensore e le nostre testimonianze. L’unica giustificazione plausibile che diamo a questa sentenza è data dal proseguimento del lavoro sindacale che avviò Simone all’interno dell’appalto Aoup, che ha portato il nostro gruppo prima a strappare il tempo indeterminato per l’appalto, adeguamenti salariali non indifferenti e anche a bloccare una gara pubblica nell’ultimo mese perché non c’era clausola sociale. Come gruppo di lavoratori ci auguriamo che anche la Cgil, a cui era tesserato Simone e che oggi ha praticamente il totale dei tesserati nelle guardie non armate, prenda posizione pubblica su questa sentenza sostenendo il ricorso». Di atteggiamento «apertamente antisindacale» parla Rifondazione Comunista Pisa. «Comportamento tenuto anche verso altri lavoratori che hanno osato iscriversi al sindacato e hanno tentato di fare applicare il contratto – dicono dal partito –. Una giustizia che con la pretesa di “attenersi ai fatti” sconfessa il ruolo del delegato sindacale abbracciando pienamente solo la versione dell’azienda».

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Pisa, vigilante di Cisanello licenziato: ricorso respinto in primo gradoultima modifica: 2024-02-13T11:30:22+01:00da sagittario290