Pensioni e lavoro notturno: le regole per la pensione con meno di 62 anni

Pensioni e lavoro notturno: le regole per la pensione con meno di 62 anni

PENSIONE

28 febbraio 2021

Uscire dal lavoro grazie al lavoro notturno, domanda, prestazioni, requisiti e calcolo della quota.

Per lavoro notturno ci si riferisce a quella attività lavorativa svolta comunemente tra le 24:00 e le 05:00. Metronotte, fornai, panettieri, guardie giurate ma non solo, perché sono molteplici i soggetti che vivono la notte lavorando. E le prestazioni lavorative notturne godono di particolari tutele dal punto di vista previdenziale, perché si può uscire prima dal lavoro, ma a determinate condizioni.

Il lavoro notturno infatti viene inserito nel perimetro di funzionamento del lavoro usurante e gode di alcuni privilegi come previsto dai decreti n° 67 e n° 214 del 2011 che hanno revisionato il meccanismo a partire dall’anno 2012.

Lavoro notturno e uscita anticipata per la pensione

Il lavoro notturno permette l’accesso alla pensione già a 61,7 anni di età. È necessario però aver effettuato determinate giornate di lavoro notturno ogni anno. Infatti il particolare meccanismo prevede l’uscita già con 61 anni e 7 mesi di età, ma a condizione (e non è la sola) di avere lavorato almeno 78 giornate all’anno di notte .

La possibilità di godere di questa uscita anticipata dal mondo del lavoro riguarda coloro i quali lavorano in turni e che per 78 giornate lavorative annue (ma come vedremo ne bastano anche di meno, ma con requisiti meno favorevoli come uscita se raggiunti dopo il 30 giugno 2009) svolgono attività lavorativa almeno per 6 ore nell’intervallo compreso tra le 24:00 e le 05:00 del mattino seguente.

In alternativa, stesso vantaggio per chi svolge attività lavorativa per sole 3 ore in quella fascia oraria, ma per tutto l’anno. Per poter uscire dal lavoro oltre ad aver completato l’età minima richiesta servono anche 35 anni di contributi e contestualmente, occorre completare la quota 97,6, quota data dalla somma di età e contributi versati con le frazioni di anno valide al calcolo.

Meno notti lavorate, più lontana la pensione

Età, contributi e quota sono i tre requisiti da rispettare per poter chiedere il cerchio e uscire dal lavoro come lavoratori notturni. Ma età e quota cambiano con il variare delle notte lavorate durante l’anno.

Infatti, come recita l’Inps sul suo portale ufficiale, “per i lavoratori notturni è previsto che il beneficio dell’accesso al trattamento pensionistico anticipato sia differenziato a seconda delle giornate di lavoro notturno svolte nel corso dell’anno”. Nello specifico infatti, si centra la pensione con:

61,7 anni di età, 35 di contributi e quota 97,6 in presenza di almeno 78 notti di lavoro annue;
62,7 anni di età, 35 di contributi e quota 98,6 in presenza di notti di lavoro annue tra le 72 e le 77;
63,7 anni di età, 35 di contributi e quota 99,6 in presenza di notti di lavoro annue tra le 64 e le 71.

Domanda in scadenza

La domanda di accesso al beneficio per questi lavoratori notturni va presentata entro il primo marzo di ogni anno utilizzando la procedura prevista sul sito istituzionale dell’Inps nell’area “Modulistica”. Devono presentare domanda tutti coloro che completano il requisito entro la fine dell’anno in corso.

Si tratta della domanda intesa al riconoscimento del beneficio del lavoro notturno, con l’Inps che deve certificare tale diritto. Per fare ciò l’Inps sovente chiede le copie delle buste paga (anche 10 anni di buste paga), la copia del contratto di lavoro individuale indicante anche il CCNL e se presente, libretto matricola o libretto di lavoro. La pensione eventualmente concessa decorre con meccanismo a finestra di 12 mesi.

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Pensioni e lavoro notturno: le regole per la pensione con meno di 62 anniultima modifica: 2021-03-01T11:15:54+01:00da sagittario290

2 pensieri su “Pensioni e lavoro notturno: le regole per la pensione con meno di 62 anni

  1. Purtroppo l’INPS ai futuri pensionati sta mettendo i bastoni tra le ruote, riguardo al lavoro notturno. Nella fattispecie mamma Inps oltre ai documenti necessari alla normativa vigente,ha messo una postilla che per riconoscere il lavoro notturno, vuole anche le timbrature. Faccio presente che nella nostra categoria, quasi in toto,le timbrature non esistono. Quindi, quando l’INPS darà esito negativo sulla domanda di pensione, saremmo costretti a fare ricorso. Bel giochino vero,per risparmiare un bel po’di soldini!!! PS. Ovviamente parlo per esperienza personale

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