Cerignola, ennesima aggressione in ospedale: vigilante malmenato e minacciato

Lagazzettadelmezzogiorno

Cronaca

17 Agosto 2020

CRIMINALITA’

Cerignola, ennesima aggressione in ospedale: vigilante malmenato e minacciato

Si era opposto all’«invasione» di massa del Pronto Soccorso

di MICHELE CIRULLI

CERIGNOLA – Brutale pestaggio nell’ospedale di Cerignola e a farne le spese, questa volta, è stata una guardia giurata della Cosmopol in servizio presso il pronto soccorso. Anche in piena emergenza Coronavirus, il nosocomio di via Trinitapoli si conferma una vera e propria bomba ad orologeria per quanto riguarda la sicurezza del personale medico, infermieristico e per gli operatori di vigilanza, sistematicamente al centro di aggressioni dei familiari dei pazienti.

L’ultimo fatto di cronaca si è registrato l’altro giorno, quando in dieci si sono accaniti su un vigilante in servizio presso il pronto soccorso: la pretesa – ovviamente non accolta – di entrare in massa all’interno degli ambulatori ha innescato una spirale di violenza e di minacce di morte.

«E’ accaduto tutto improvvisamente, dopo l’accesso di un paziente in pronto soccorso, quando circa una decina di persone, parenti e conoscenti dello stesso, si scagliano su di me, offendendo, minacciando di morte me e il personale medico, con la pretesa di accedere nelle medicherie dove il paziente era in visita. Hanno cominciato a spintonarmi, percuotendomi sul petto e prendendomi a calci. Sono riuscito subito a rifugiarmi e mettere in sicurezza il personale sanitario in servizio. La situazione è stata sedata grazie all’intervento della polizia», racconta la vittima, che ne avrà per dieci giorni.

La sicurezza all’interno del “Tatarella” è vera e propria chimera. Nonostante la periodica intensificazione dei controlli le intemperanze sono all’ordine del giorno e a farne le spese, frequentemente, sono soprattutto medici, infermieri e operatori di vigilanza. Una insana prassi che col tempo ha fatto in modo che il presidio diventasse la bestia nera dei medici, letteralmente in fuga dal pronto soccorso. Diventa sempre più difficile, infatti, reperire personale che metta a rischio la propria salute a causa delle ormai note e cicliche intemperanze dei familiari dei pazienti, che hanno reso l’ospedale “piazza calda” da tenere a debita distanza.

«Questa situazione è insostenibile – dice alla “Gazzetta del Mezzogiorno” la vittima dell’ultima aggressione -. Noi cerchiamo di lavorare con diligenza e professionalità ma evidentemente non basta, visto che la prepotenza e l’arroganza prevalgono costantemente. Non basta la situazione di emergenza epidemiologica in cui ci troviamo, ma siamo costretti a vivere con la paura delle reazioni violente di chi arriva in pronto soccorso. Siamo stanchi e chiediamo un minimo di tutela per poter lavorare dignitosamente e in sicurezza».

Una situazione che si ripete con una certa ciclicità e che mette a dura prova l sicurezza di tutti gli operatori – sanitari e non – che prestano servizio nel nosocomio.

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Cerignola, ennesima aggressione in ospedale: vigilante malmenato e minacciatoultima modifica: 2020-08-18T11:00:07+02:00da sagittario290