Vigilanza privata, un mestiere in costante pericolo: interrogazione al Ministro Salvini

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Politica

29 luglio 2018

Vigilanza privata, un mestiere in costante pericolo: interrogazione al Ministro Salvini

Il deputato Pd Roberto Morassut presenta un’interrogazione al ministro sulle condizioni di pericolo in cui si trovano spesso i vigilantes

Il mondo della vigilanza privata, soprattutto del trasporto valori, ha tanti problemi e uno di questi è la condizione degli operatori della sicurezza che spesso si ritrovano in situazioni di pericolo.

La notizia più recente risale al mese scorso, quando durante una rapina i criminali avrebbero sfondato il vetro dei vigilantes, minacciandoli mentre si appropriavano di un’ingente quantità di denaro.

Sulla vicenda il deputato Pd Roberto Morassut ha preparato un interrogazione al Ministro dell’Interno, che riportiamo per intero:

“il settore della vigilanza privata, così come tanti altri comparti produttivi, ha risentito della profonda crisi economica che ha colpito il nostro Paese a decorrere dal 2008;

l’intero settore conta 1.326 imprese, con quasi 70 mila occupati, di cui circa 41 mila guardie armate, e un fatturato complessivo che si aggira attorno ai 3 miliardi e 300 milioni;

tra le attività rientranti nelle competenze delle imprese di sicurezza privata, particolare rilievo riveste il servizio di trasporto valori, sia per l’incidenza complessiva sui fatturati e l’impiego di personale, sia per la delicatezza e pericolosità che può rivestire per gli addetti e per i frequentatori degli esercizi dove si svolge;

ai sensi dell’allegato D, punto 3.1.3, del decreto ministeriale n. 269 del 2010 si dispone che il servizio di trasporto valori fino a 1,5 milioni di euro debba essere svolto da almeno 3 guardie private giurate a bordo di un furgone blindato. Di contro, al successivo punto 3.1.4, in tabella A, si specifica che il personale impiegato può ridursi a due unità qualora si utilizzino furgoni blindati dotati di sistemi ad alta tecnologia;

se tale previsione può avere una sua logica con riferimento alla specifica fase del trasporto, a parere dell’interrogante, appare meno appropriata relativamente alle fasi che precedono e seguono il trasporto vero e proprio, ovvero il prelievo e il deposito del denaro;

infatti, in tali fasi deve essere eseguita la cosiddetta «bonifica del perimetro» che prevede il controllo da parte di un operatore affinché nessuno intralci o interrompa il servizio che deve svolgersi nel minor tempo e con la massima attenzione possibile, al fine di ridurre al minimo i rischi;

come noto, il servizio di prelievo e di deposito si svolge prevalentemente all’interno di supermercati, uffici postali, banche, tutti luoghi normalmente frequentati da un’utenza numerosa e inerme. Tenuto conto che l’unità operativa, ordinata alla guida del furgone non può in nessun caso scendere dal mezzo blindato, l’unico altro agente presente, deve contestualmente assolvere alle operazioni di bonifica e alla materiale attività di prelievo o deposito del denaro;

appare evidente come tali condizioni di esercizio aumentino i rischi di attacchi e rapine a mano armata, mettendo a serio rischio l’incolumità degli operatori e dei cittadini che si dovessero trovare ad essere presenti al momento dello svolgimento di tali attività;

paradossalmente, proprio la presenza sui furgoni di sistemi ad alta tecnologia, quali la macchiatura delle banconote, il rinforzo del vano valori, il sistema di blocco furgone gestito dal centro operativo, le resine biocomponenti, finisce per rendere particolarmente vulnerabili le fasi del prelievo e del deposito;

inoltre, altrettanto evidente appare come tali metodiche operative generino un continuo stress da lavoro correlato, in contrasto con le disposizioni di cui all’articolo del decreto legislativo n. 81 del 2008 –:

se il Ministro interrogato non ritenga opportuno, in relazione a quanto esposto in premessa, attivare un tavolo di confronto nel settore della vigilanza, con il coinvolgimento delle organizzazioni sindacali, in particolar modo per quanto concerne il trasporto valori, al fine di rivedere la normativa vigente con l’obiettivo di migliorare gli standard di sicurezza, anche per i cittadini, di tutte le fasi del servizio”.

https://globalist.it/politics/2018/07/29/vigilanza-privata-un-mestiere-in-costante-pericolo-interrogazione-al-ministro-salvini-2028682.html

Vigilanza privata, un mestiere in costante pericolo: interrogazione al Ministro Salviniultima modifica: 2018-07-30T11:30:22+02:00da sagittario290

Un pensiero su “Vigilanza privata, un mestiere in costante pericolo: interrogazione al Ministro Salvini

  1. Senza nulla togliere ai colleghi che si occupano del trasporto valori , rischiamo tanto anche noi che lavoriamo sui Treni e l’indennità di rischio per tale mansione non è nemmeno contemplata dal contratto nazionale.

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