Guardie giurate, filo diretto con forze dell’ordine

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Cronaca

Martedì, 23 gennaio 2018 12:20

Guardie giurate, filo diretto con forze dell’ordine

L’obiettivo è quello di ‘intercettare’ tutte le segnalazioni dal territorio, avvalendosi di un altro occhio privilegiato, che non sia quello delle forze dell’ordine ma che opera sul territorio con presenza e competenza. Quello cioè di 74 guardie giurate degli istituti di vigilanza privati, che nella loro attività – è il presupposto del patto siglato – costituiscono un’altra risorsa per la sorveglianza del territorio. Non soltanto in tema di furti o rapine, come ha spiegato stamani (23 gennaio) il prefetto Maria Laura Simonetti rinnovando il patto di collaborazione alla presenza dei Comuni coinvolti, ma anche contro lo spaccio degli stupefacenti e più in generale su ogni movimento sospetto nel territorio della provincia.

Rispetto all’accordo già sperimentato nella provincia di Lucca nel 2011, il nuovo protocollo Mille occhi sulla città, sottoscritto stamani, punta ad estendere ulteriormente questa trama di collaborazioni incrociate fra guardie giurate e forze dell’ordine: il primo effetto è l’adesione di quattro nuovi Comuni. In particolare al protocollo hanno aderito anche Capannori, Porcari e Montecarlo. E non è un caso, vista l’escalation di furti ed episodi di microcriminalità negli ultimi mesi. Altopascio aveva già aderito, quindi adesso praticamente l’intera Piana sarà ‘coperta’. In Versilia si è, invece, aggiunto il Comune di Seravezza.

La firma, tuttavia, non è stata scevra di polemiche. E lo si deve ad un intervento del direttore tecnico della Securitas Metronotte, Rosario Colfieri, che davanti ai sindaci e al prefetto, dopo aver manifestato un certo malcontento perché “i rappresentanti delle vigilanze non si trovano al tavolo della firma del protocollo” ha sostenuto che “finora le guardie giurate non sono state considerate alla stregua delle forze dell’ordine. Con questo protocollo ci impegneremo a diffondere le segnalazioni, ma se non lo abbiamo fatto finora a dovere è forse perché le guardie giurate si sentono spesso relegate in un luogo minore”.

Al di là delle polemiche del caso, il prefetto ha voluto gettare acqua sul fuoco spiegando che “il protocollo d’intesa vede gli istituti di vigilanza come protagonisti e il fatto che i loro rappresentanti oggi siano qui e firmino questo documento con Comuni e forze dell’ordine è la dimostrazione di una sempre crescente considerazione nei loro confronti”.

“Gli istituti di vigilanza privati – ha aggiunto Maria Laura Simonetti – possono dare un contributo molto importante al controllo del territorio e vogliamo che gli effetti di questo protocollo siano subito pratici”.

Per questo, c’è l’intenzione di far partire a breve un percorso formativo per le 74 guardie giurate coinvolte, oltre alla costituzione di un tavolo operativo presieduto dal questore, Vito Montaruli: “Questo protocollo – ha spiegato il capo della polizia lucchese – si basa sul concetto di sicurezza sussidiaria o complementare. Nucleo fondamentale del protocollo sono le segnalazioni che gli istituti di vigilanza si impegnano ad inoltrare alle sale operative” di questura, carabinieri e polizie municipale, sia in caso di eventi che richiedano un pronto intervento sia per qualunque altro episodio o movimento che meriti un approfondimento investigativo. Oltre ovviamente a segnalare tempestivamente tentativi di effrazione, furti o avvistamenti di auto o persone sospette.

Nello specifico sarà attivato un sistema organico di segnalazione che, mediante l’impiego di procedure operative standardizzate e di adeguata strumentazione tecnologica, permetterà un efficace raccordo tra le sale operative della questura, del comando provinciale dei carabinieri, delle polizie municipali e degli istituti di vigilanza aderenti. In questo modo le 74 guardie saranno coinvolte in un sistema “dinamico” e immediato di controllo del territorio e potranno, specialmente durante le ore notturne, fornire tempestivamente alle forze dell’ordine notizie qualificate di situazioni che meritano interventi o accertamenti. Le possibili segnalazioni dovranno riguardare una amplissima casistica: come si diceva non solo furti ma anche la presenza di auto o persone sospette, l’eventuale fuga di mezzi da un luogo dove è stato commesso un qualche reato, fino al consumo e allo spaccio di droghe, specie in prossimità di scuole, giardini pubblici, discoteche o ritrovi di giovani.

A rinnovare il protocollo era presente per il Comune di Lucca anche il sindaco Alessandro Tambellini, che ha spiegato l’utilità del protocollo d’intesa: “Sempre di più – ha osservato – si ricerca la collaborazione di tutti per la sicurezza. Bisogna invertire la tendenza di pensare che le forze dell’ordine possano fare tutto da sole. La loro azione può essere invece ancora più efficace se esiste la collaborazione e la consapevolezza di tutti”.

Rob. Sal.

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