Le società nautiche rinunciano alle ronde per la sicurezza

MessageroVeneto

Cronaca

08 febbraio 2015

Le società nautiche rinunciano alle ronde per la sicurezza

Accantonata l’idea, si affiderà a un sistema di allarme per fare fronte ai raid ladreschi

di Elisa Michellut

TERZO. Le associazioni nautiche Asnat di Terzo di Aquileia e Nautisette di Aquileia, storici sodalizi della Bassa friulana, affrontano il problema sicurezza, dopo i numerosi furti di motori nautici verificatisi, nei mesi scorsi, in entrambi i Comuni. A Terzo, venerdì sera, si è parlato di sicurezza durante l’assemblea ordinaria annuale dei soci, 235 in tutto. C’era anche il sindaco, di Terzo, Michele Tibald, che ha rivolto un plauso ai soci per le tante attività organizzate l’anno scorso.

Alcuni soci, nei giorni scorsi, avevano proposto di organizzare “ronde” autogestite per monitorare la zona, ma l’idea è stata accantonata. Troppo pericoloso. Si è deciso di optare per un sistema di allarme. «Abbiamo creato un gruppo di lavoro che avrà il compito di affrontare la questione – chiarisce il presidente dell’Asnat di Terzo, Dino Colinassi -. La vigilanza privata costa troppo e, per garantirla, saremmo costretti a raddoppiare la quota di iscrizione. Inciderebbe troppo sul bilancio. Le telecamere, purtroppo, non risolvono il problema. Stiamo valutando se dotarci di un sistema di allarme, ci sembra la soluzione migliore. Qualcosa dobbiamo fare. Le ronde sono troppo pericolose. Vero è, ad ogni buon conto, che la presenza assidua dei soci indubbiamente contribuisce a scoraggiare i malviventi. Su questo siamo tutti d’accordo».

Il presidente della Nautisette di Aquileia, Maurizio Sverzut, invece, spiega che il sodalizio della città romana ha puntato sulla vigilanza privata e sulle telecamere. «Abbiamo pianificato, in base alla fornitura di energia elettrica – argomenta – dove posizionare le videocamere. Ringraziamo il Comune di Aquileia e il Consorzio di Bonifica per la collaborazione e la disponibilità. Dalle 23 alle 6, una guardia giurata sorveglia tutte le zone che ci sono state date in concessione, lungo gli argini del Natissa e del fiume Terzo.

Quest’anno, abbiamo dovuto aumentare la quota di iscrizione, che abbasseremo nuovamente nel 2016. Tra telecamere e guardia giurata spenderemo circa 50 mila euro, che saranno divisi tra tutti gli oltre quattrocento soci. Dopo oltre trenta motori nautici rubati dovevamo fare qualcosa. Così non si poteva più andare avanti. In questi giorni, stiamo provvedendo ad installare le telecamere. Non è cosa semplice. Non possiamo inquadrare le zone che non ci sono state date in concessione. Speriamo che il problema si risolva nel minor tempo possibile».

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