«Chiedo scusa», perde il lavoro e si suicida nell’Avellinese

Sezione: CAMPANIA

Lunedì 30 Aprile 2012 – 10:35

«Chiedo scusa», perde il lavoro
e si suicida nell’Avellinese

di Bianca Bianco

20120430_aaav.jpgAVELLINO – Un uomo solitario e schivo, una personalità fragile. Forse troppo debole per resistere al destino che negli ultimi mesi lo aveva privato anche del suo lavoro. Gavino Vecchione, 48 anni, è l’ennesima vittima del male di vivere, una condizione, la sua, aggravata dalla perdita dell’occupazione come guardia giurata presso un istituto di vigilanza della provincia di Napoli. Un anno e mezzo fa una lettera che annunciava tagli al personale lo ha messo dinanzi una sconfitta che, alle soglie dei cinquanta anni e senza prospettive per l’immediato futuro, non è riuscito a sopportare. Nella sua casa di Avella si è sparato un colpo alla testa dopo avere scritto una lettera al padre e alla sorella, mettendo fine a una esistenza che cominciava a pesare.

L’intera comunità di Avella è sotto choc. Erano le sette meno venti di ieri mattina, circa, quando i familiari di Gavino hanno udito distintamente un colpo di arma da fuoco. I pensieri sono andati immediatamente al fratello che una pistola, quando era stato assunto anni prima nella società di vigilanza privata, l’aveva acquistata (ed era regolarmente autorizzata dalla Prefettura, come è prassi per quei dipendenti) e teneva ancora con sé nonostante ormai non gli servisse più. Pochi minuti dopo lo scoppio, la tragica scoperta.

La sorella Anna Maria ed il padre Sabatino (la madre è scomparsa da diversi anni) hanno aperto la porta della camera da letto trovando Gavino Vecchione esanime nel proprio letto, in un lago di sangue. Un colpo alla tempia per mettere fine a un’angoscia che lo stava consumando, sparato con quella Beretta calibro 9 di cui non aveva voluto liberarsi nonostante la disoccupazione, la delusione. I familiari hanno chiamato un’ambulanza, sul posto poi sono arrivati i carabinieri della compagnia di Baiano, diretta dal capitano Raffaele Iacuzio, infine il medico legale che ha constatato le cause della morte.

Accanto al corpo di Vecchione, raccontano i conoscenti dell’uomo accorsi presso l’abitazione, c’era una lettera indirizzata sia al genitore che alla sorella, cui era legatissimo. Poche righe per chiedere scusa di quanto stava per fare, un pezzo di carta su cui ha cercato di trascrivere anni di angoscia, depressione, giornate trascorse a rimuginare su una vita che era diventata ogni giorno più insopportabile per la mancanza, forse, di una famiglia tutta sua e di un lavoro che lo facesse sentire sereno ed in pace, realizzato. Ieri mattina un mesto pellegrinaggio di amici e parenti ha riempito l’abitazione della famiglia Vecchione.

Tra i primi a recare conforto ai familiari di Gavino il sindaco di Avella, Domenico Biancardi: «Sono sconvolto, – ha dichiarato – Conoscevo Gavino, era una persona per bene, molto riservata. La sua personalità schiva ed il suo grande senso di dignità gli hanno forse impedito di chiedere aiuto alle istituzioni, tant’è che anche quando l’ho incontrato non mi ha mai manifestato problemi personali così gravi da spingerlo a questo gesto assurdo. Siamo desolati, e possiamo solo esprimere alla sua famiglia il nostro cordoglio personale e quello dell’intera amministrazione avellana».

Il Comune di Avella, promette Biancardi, sarà vicino alla famiglia Vecchione, una famiglia normale, unita, che dedicava al suo componente più fragile, Gavino, le maggiori attenzioni. «L’ho visto pochi giorni fa con il padre. – racconta il consigliere Pellegrino Palmieri – Mi era apparso come sempre, silenzioso, solitario. Questa vicenda ci commuove e spinge a riflettere sulla crisi sociale che stiamo vivendo anche in paesi piccoli come Avella».

Scioccati anche gli ex colleghi dell’istituto di vigilanza, la maggior parte dei quali è rimasta senza lavoro come lui: «Era un uomo onesto e riservato, una brava persona. – commenta afflitto Pablo, anche lui da oltre un anno disoccupato – Purtroppo se non sei forte, quando ti arriva un lettera di licenziamento ti crolla il mondo addosso».

http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=193329&sez=CAMPANIA

«Chiedo scusa», perde il lavoro e si suicida nell’Avellineseultima modifica: 2012-05-01T11:15:00+02:00da sagittario290