Aquila Vigilanza, la polemica sulle «discriminazioni» continua.

Sindacato

29/10/2011 11.17

Aquila Vigilanza, la polemica sulle «discriminazioni» continua. Parlano Filcams e Fisascat

L’AQUILA. La polemica «sulle presunte discriminazioni verso lavoratori e sindacati dell’ Aquila Vigilanza, società di vigilanza privata», denunciate giorni fa dal segretario provinciale dell’Unal, Antonio Di Balsioli, non si placa.

1274073487.jpgLa parola passa a Filcams Cgil e Fisascat Cisl che si accodano alla denuncia di Di Blasio.

«Anche le segreterie scriventi», dicono Sergio Aliprandi della Filcams ed Ernesto Magnifico per la Fisascat, «hanno fatto una segnalazione con tutte le motivazioni, al prefetto e al questore di Chieti che, con nostro rammarico, non ci hanno mai convocato. Ci sono moltissime altre questioni che abbiamo cercato di risolvere nei tanti incontri avuti con l’amministratore dell’istituto, Tommaso di Nardo, che ha preso di volta in volta impegni rispetto alla soluzione di problematiche ma che sono stati puntualmente disattesi».

I due esponenti oltre alle problematiche già lamentate da Di Blasio (i ritardi di 10 giorni nelle retribuzioni, il mancato pagamento per una parte di lavoratori dei contributi destinati al fondo di previdenza complementare del settore di appartenenza (contributi non versati dal 2007 ad oggi), l’ assenza di trasparenza ed imparzialità nell’assegnazione di turni e servizi dei lavoratori e tanto altro) puntano i riflettori «sulla discriminazione nell’ assegnazione dei turni di lavoro».

«Il settore della vigilanza», dicono, «si contraddistingue per il costante lavoro notturno e non si capisce perché ci sono lavoratori che svolgono gran parte dei servizi notturni e altri che fanno comodamente il 5 + 2 (orario giornaliero per 5 giorni e 2 giorni di riposo). Confermiamo che, con una circolare interna il comandante stesso ha comunicato che non avrebbe consegnato la divisa mimetica prima di giugno 2012 tant’è che questa estate molti sono stati costretti a fare piantonamenti con pantaloni e divise in lana».

Quello che però lascia interdetti i rappresentanti delle due sigle è il modo con cui la società stessa abbia liquidato le dichiarazioni di Di Blasio: «non siamo tenuti a trattare con quel sindacato (Ugl)».

«L’amministratore», rincarano Aliprandi e Magnifico, «spieghi perché, con una società parallela “Aquila Vigilanza Molise” con cui opera anche in Abruzzo, applica nei contratti di lavoro coi propri dipendenti il contratto collettivo nazionale Unci (unione nazionale cooperative italiane) firmato, guarda caso, da sigle sindacali autonome. Se davvero nulla si vuole avere a che fare con gli autonomi spieghi perché poi utilizza i loro contratti collettivi?»

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