Lascia 30 milioni di euro in beneficenza

Cronaca

26/10/2010

Lascia 30 milioni di euro in beneficenza
alla fondazione per gli anziani della città

LA STORIA. Ieri mattina i funerali di Maria Teresa Mioni, 80 anni, che viveva a Monte Berico. La grande benefattrice ha deciso che l’ingente patrimonio della sua famiglia sia destinato alla fondazione che porta il suo nome

225590_71788_medium.jpgUn tesoro in solidarietà sociale e assistenza sanitaria per gli anziani della città e di Arcugnano, prima di tutti, ma anche per quelli dei comuni limitrofi.

A destinare la fortuna in beneficenza, calcolata in almeno 30 milioni di euro, è stata una donna a volte testarda e difficile, di indubbia personalità, come ha ricordato ieri il vescovo emerito Pietro Nonis nell’omelia funebre officiata nella basilica di Monte Berico, ma dal cuore grande, generosissima, consapevole che il proprio benessere va condiviso con gli altri, perché la fortuna di essere nata in una famiglia ricca è anche un bene di Dio.

Una visione, lei che era cattolicissima, per certi versi calvinista, del “fare bene il proprio dovere”, la propria missione terrena. Sempre, non a intermittenza. Fedele, perciò, a quella visione intrisa di feconda solidarietà verso i meno fortunati che si è ritagliata in vita, memore degli insegnamenti della mamma Maria, di essere perciò vicina a chi soffre con concretezza ma discrezione, Maria Teresa Mioni, Miresi per chi la conosceva da vicino, ha deciso di lasciare tutte le sue sostanze in beneficenza.

Si tratta di un patrimonio assai ingente, valutato per difetto appunto in 30 milioni, tra terreni – centinaia e centinaia di campi – numerosi immobili (tra cui la splendida villa Papadopoli del Settecento a Longara) e un mucchio di contanti.

Miresi si è spenta improvvisamente mercoledì a causa di un malore nella sua bella villa alle pendici di Monte Berico in via Dante 58, che aveva acquistato tanti anni fa il papà Giovanni, un grande possidente terriero di origine padovana. Miresi non a caso era nata a Montagnana 80 anni fa. Le guardie giurate della Sicurglobal l’hanno vegliata per molte ore durante i loro ripetuti passaggi.

Quando è stato dato l’allarme, sono intervenuti anche i carabinieri, per la signora Mioni tutto si è rivelato inutile. Il riconoscimento l’hanno fatto i cugini Guglielmo e Daniela Bettini giunti da Lonigo.

Miresi nonostante abbia vissuto con devota discrezione, è stata una grande benefattrice della città. Sabato è stata ricordata al San Bortolo all’inaugurazione del doppio reparto che unisce cardiochirurgia e chirurgia vascolare. Le è stata intitolata la zona parto dell’ostetricia.

Quando si trattava di staccare assegni pesantissimi non si tirava indietro. «Lo faccio per i neonati e per i vecchi come me» diceva con quel tono severo che non ammetteva repliche.

Il testamento non è ancora stato pubblicato dal notaio Giuseppe Boschetti, presso il quale il 9 marzo 2007 era stata costituita la “Fondazione Maria Teresa Mioni Onlus” riconosciuta dalla Regione il 20 novembre dello stesso anno, ma non bisogna essere dotati di capacità divinatorie per sapere a chi è destinato il patrimonio. Appunto alla fondazione che dal momento della sua morte è presieduta dall’avvocato Marino Breganze, vicepresidente della Banca Popolare di Vicenza.
Proprio Breganze ieri prendendo la parola al termine della cerimonia funebre ha ricordato che la fondazione Mioni continuerà la sua opera secondo le disposizioni di Miresi. In passato sembrava che con la morte della fondatrice dovesse sciogliersi la onlus, ma di recente Miresi aveva cambiato idea. «Una donna speciale – ha ricordato in pubblico Breganze – che voleva il bene del prossimo, soprattutto gli anziani».

Miresi dopo avere frequentato il liceo scientifico negli anni Quaranta, aveva seguito il padre nella gestione dell’enorme patrimonio.

I Mioni erano una delle famiglie più ricche della Bassa Padovana, trasferitasi a Vicenza quando Giovanni aveva spostato il centro dei suoi interessi.

Miresi come Luisa, l’altra sorella morta nel 1987, non si era sposata e ha dedicato la sua esistenza in opere di bene. Non è retorica, ma la realtà. Ha messo in pratica la parola del Vangelo, come ha sottolineato Nonis, e il fatto di avere destinato tutti i suoi beni per finalità sociali, dunque in beneficenza, la dice lunga su quale fosse la sua ispirazione. «Era difficile farle cambiare idea quando si metteva in testa qualcosa – ha detto il vescovo emerito – ma quanto a generosità dobbiamo ringraziare il Signore di averla data alla nostra comunità. La sua era una generosità per finalità note, ma soprattutto sconosciute».

Villa Papadopoli a Longara sarà la sede della fondazione Mioni. Il consiglio d’amministrazione è stato scelto da Miresi in persona – fanno parte oltre a Breganze, il primario di diabetologia Alfonso Basso, Ivano Cavestro, Pierilario Demo, Severino Mabilia e Gerardo Meridio – per dare vita a quel grande progetto di solidarietà verso gli anziani più bisognosi, e che la famiglia Mioni ha coltivato con assiduità nel corso degli anni, come fosse un dovere morale verso la collettività. Per un impegno civile e religioso. Un messaggio di altruismo, sul quale va la pena di riflettere.

Ivano Tolettini

Lascia 30 milioni di euro in beneficenzaultima modifica: 2010-10-27T10:45:00+02:00da sagittario290