«Furti a raffica sui nostri escavatori»


RAVENNA

2009-09-04

Azienda di Sant’Alberto nel mirino dei ladri, «ma il problema riguarda anche altri»

«Furti a raffica sui nostri escavatori»

«QUA CI ‘massacrano’ tutte le notti, o quasi. Ci rubano di tutto e ogni volta ci causano danni per migliaia di euro. Il problema riguarda anche diversi colleghi. Nei giorni scorsi ho l…

262994-7529.jpg«QUA CI ‘massacrano’ tutte le notti, o quasi. Ci rubano di tutto e ogni volta ci causano danni per migliaia di euro. Il problema riguarda anche diversi colleghi. Nei giorni scorsi ho letto sul Carlino della catena di furti di trattori e macchinari agricoli. Per noi, ditte di movimento terra, è la stessa cosa». Giuliano Mariani, della ‘Fratelli Mariani’ di Sant’Alberto, è esasperato e, lo dice lui stesso, non sa più cosa fare: «I lavori si ottengono con il 30 per cento di ribasso e, se dura così, con danni continui, possiamo anche cambiare mestiere». Sono almeno due anni che la ‘Fratelli Mariani’, associata al Consar, subisce furti e danni a ripetizione. «Solo nell’ultimo mese — precisa il titolare — abbiamo subìto un danno di 8 o 9mila euro». La ditta ha sede a Sant’Alberto, ma i suoi addetti e i suoi escavatori cingolati sono sempre ‘in giro’ a eseguire lavori. «In passato abbiamo subìto un grosso furto a Sant’Alberto, praticamente ci è stato svuotato il capannone. Poi abbiamo installato l’allarme, abbiamo il controllo dei metronotte e di furti non ne abbiamo più avuti». In compenso le macchine operatrici, ovunque siano, vengono ‘cannibalizzate’; «micidiali sono soprattutto le zone di Conselice, Lavezzola e Voltana». Proprio in questo ‘triangolo’ la ‘Fratelli Mariani’ ha subìto ieri notte l’ultimo colpo: rotta la cabina di un escavatore, rubate pompe per ingrassatori. «I ladri puntano prima di tutto al gasolio, ma portano via tutto quello che possono, anche cose di valore limitato come un martello. Spesso rubano i fanali degli escavatori e perfino gli specchietti. Quando trovano poco o niente — perchè adesso di gasolio ne lasciamo meno possibile — per dispetto mettono della carta nei serbatoi, così il giorno dopo dobbiamo chiamare un meccanico, la macchina resta ferma e noi abbiamo comunque un danno notevole». I ladri agiscono anche se la macchina operatrice è ferma in bella vista davanti a un’abitazione o in un luogo di intenso traffico. «Circa un mese fa — riprende Giuliano Mariani — avevo appena messo due batterie nuove su un escavatore poi parcheggiato a Lugo, di fronte al cimitero, in vista del lavoro del giorno dopo. Trascorse poche ore, la cabina era stata rotta e le batterie erano sparite».

«TUTTI i giorni — prosegue Mariani — alle 6.15, massimo 6.20 sono in piedi. Alle 7 meno un quarto sono al bar e spesso capita che, mentre sto bevendo il caffè, riceva una chiamata o un sms. Guardo il numero e non ho neppure bisogno di rispondere o di leggere il messaggio: so già che è un dipendente che mi deve comunicare un nuovo furto. Ormai lo sa anche la barista, quando vede la mia faccia dice: «Anche questa notte?».

«Furti a raffica sui nostri escavatori»ultima modifica: 2009-09-05T10:45:00+02:00da sagittario290