MADDALONI Farina arriva e dice: sarete riassunti.

CRONACA

giovedì 6 agosto 2009

MADDALONI Farina arriva e dice: sarete riassunti. I disoccupati scendono dai tetti.
Ma ora sono preoccupati gli altri dipendenti Ise. Guerra tra poveri

Dietro la vicenda una promessa non mantenuta del sindaco e anche di Colamonici ai 14 lavoratori il cui contratto è scaduto nel dicembre scorso. Gli altri lavoratori rifiutano l’ipotesi di una riduzione dell’orario per favorire il riassorbimento

colamonici%20michele%20FARINARI%20E%20CRISCI.jpgMADDALONI – Il sindaco Farina è arrivato alle 15,40 sotto al Comune e ha detto: l’Ise vi riassumerà con le stesse mansioni. Evidente, dinque, che il sindaco ha detto a patron Barletta che era arrivato il tempo di ricambiare i tanti favori che lui gli ha fatto e gli sta facendo. I lavoratori hanno ringraziato e alle 16,10 sono scesi dai tetti del Comune, dov’erano andati stamattina come forma di protesta.  

Ora, al di là del lieto fine, che fa piacere a tutti, questa storia presenta ancora molti tratti si mistero che andranno chiariti nei prossimi giorni e che noi di casertace – garantito – chiariremo.

Devono succedere cose come quelle successe stamattina per capire bene come funzionano le cose in questa provincia e come ancora le dinamiche occupazionali siano ancora saldamente nelle mani della politica, dei suoi satrapi che fanno e disfanno in barba alle leggi pressoché naturali del mercato e dell’economia macro e micro.

I quattordici vigilantes dell’Ise, in realtà, sono ex vigilantes non armati. Il loro contratto a termine è scaduto, infatti, lo scorso dicembre e sa sette mesi e mezzo, dunque, sono disoccupati esattamente come sono disoccupati, in Italia, quei nove su dieci che, gratificati di un contratto a tempo determinato, cococo e compagnia cantando, non riescono nel periodo di esercizio della loro attività, a stabilizzarsi e a passare al rango di lavoratori di serie A, cioè  a tempo indeterminato.

A dicembre, il sindaco di Maddaloni Farina e Colamonici, assoluta autorità della Cgil, maddalonesi come i 14, avevano garantito loro che si sarebbero spesi nei confronti dell’Ise per farli riassumere. Promessa fatta, promessa non mantenuta. L’Interporto non li ha riassunti e stamattina gli ex vigilantes sono saliti sul tetto del Comune di Maddaloni. Loro lì, i tre segretari di Cgil, Cisl e Uil, Colamonici, Crisci e Farinari, insieme al sindaco Farina dal prefetto. L’idea? Quella di ridurre l’orario di lavoro degli altri 40  e più dipendenti dell’Interporto, con contestuale abbassamento del salario, per fare in modo di far rientrare nei ranghi i 12, 14 o quanti ne sono. Idea bocciata, ovviamente, dai 40 e oltre che già minacciano clamorose manifestazione.

Non c’è che dire: tra le perle di Farina anche quella di aver scatenato una guerra tra poveri molto poco edificante. Roba che se fosse vissuto ai tempi di Luigi XVI, col piffero che Robespierre, Marat e Danton avrebbero tagliato le teste dei monarchi.


Gianluigi Guarino


Queste le tappe della vicenda raccontate in diretta scritta da stamattina da www.casertace.it.

MADDALONI– Vedere la propria condizione di lavoratori consumarsi giorno per giorno senza che nulla accada, in una china inesorabile di promesse vane, è dura. Durissima. Sempre. Ma ad agosto in particolare, quando le città vuote aumentano il senso di vuoto. E quando leggi, poi, sui giornali degli storici reggicoda, quelli che, con supremo disprezzo del ridicolo, si autodefiniscono “liberi e autorevoli” (vedi editoriale di commiato di ieri de Il Mattino a firma di Mario Orfeo, a cui la libertà, l’autorevolezza e l’incultura marchettara hanno consegnato nel paese che ha fatto dell’immeritocrazia il paremetro unico dell’affermazione professionale, economica e politica, la direzione del secondo telegiornale del servizio pubblico) che il sindaco (che tiene in vita le attività di Caltagirone e in quanto tale va coccolato e protetto, a proposito di libertà e autorevolezza) della tua città continua a muoversi in simbiosi completa con chi quel lavoro te lo vuole levare, raccattando altri soldi qua e là per tenere in vita non già l’Interporto, ma una dei luoghi emblematici di come viene considerato il concetto di imprenditoria al Sud e nella provincia di Caserta, ti viene la voglia di buttarti da un palazzo.

Esattamente quello che minacciano di fare da pochi minuti i 12 vigilanti che l’Interporto Sud Europa ha messo in strada da dicembre scorso. Sono saliti sul tetto del Comune di Maddaloni e minacciano di buttarsi giù. Sul posto sono intervenuti immediatamente gli uomini del commissariato di polizia locale, le ambulanze del 118 e, pare, anche lo stesso sindaco Farina.

Le dodici guardie giurate in questione, come abbiamo più volte scritto da queste colonne,  erano quelle addette ai “servizi di vigilanza e custodia dell’area logistica, intermodale e commerciale“, quelle che per qualche tempo hanno sorvegliato anche il centro commerciale Campania, prima che il centro commerciale facesse una scelta autonoma per i servizi di guardiania, ora affidati a un’azienda del Modenese. Quelle guardie, per intenderci, che recentemente allontanavano, mettendosi pienamente a disposizione del “padrone”, gli ambientalisti arrivati con macchine fotografiche e telecamere sul luogo dell’incendio che generò per giorni una nube tossica di diossina che coprì il cielo del capoluogo e delle sue periferie.

I lavoratori sono andati a casa e nessuno sembra badarci o mette in atto alcuna azione precisa, tranne avvolgenti strategie che puntano a salvaguardare parentele e clientele, sul filo della frase “Non ti preoccupare, stai in mano a noi”. Alcuni altri dipendenti, 5, forse 7, avviano cause di lavoro e sono in attesa dei tempi della giustizia.

Il sindacato? Quello delle guardie giurate è un comparto particolare, di volta in volta “letto” e inserito, a seconda delle situazioni, in questo o quel contratto. All’Interporto Sud Europa, fino a poco fa, i vigilantes sindacalizzati erano iscritti alla Filcams-Cgil. Erano. Oggi, invece, sono sul tetto del Comune.

Ore 13,30:Continua la protesta dei 12 vigilantes. Intanto, è possibile fare una ricostruzione dell’accaduto: i 12 hanno atteso un momento di distrazione da parte degli inservienti per salire sul punto più alto della casa comunale. Erano passate da poco le nove di stamattina, quando una delegazione di vigilanti dell’Interporto che da giorni stazionano davanti all’ingresso del Municipio con il loro ininterrotto sit in di protesta, ha dato una svolta alla protesta assiepandosi sui tetti del Comune minacciando di lanciarsi nel vuoto, stremati dallo stallo della loro situazione che sembra non trovare uno sbocco concreto. Tra i più attivi nella protesta Michele Pascarella e Franco Lombardi parenti di primo grado dell’ex sindaco e consigliere regionale Franco Lombardi, deceduto nell’ottobre 2007.

Immediatamente, sul posto sono arrivati la squadra volante della Polizia guidata dall’ispettore Vincenzo Polverino e i vigili del Fuoco che hanno provveduto ad allestire i soccorsi necessari nell’eventualità di qualche drammatico gesto.

Intorno alle 9,30 è arrivato anche in sindaco Michele Farina che sta decidendo sul da farsi. Dai tetti del Comune giungono comunque grida disperate da parte degli ex lavoratori dell’Interporto, che da mesi attendono una soluzione. Dopo comunicati ed occupazioni, hanno deciso di rendere più consistente la protesta dando vita ad un gesto estremo.

Sono attesi sviluppi nelle prossime ore.

Fin qui la nuda cronaca: certo, fa un po’ specie vedere su quei tetti un cugino e un cognato del sindaco defunto Franco Lombardi e ricordare il comizio che lo stesso Franco Lombardi, ormai a poche settimane dalla sua fine, dedicò a Michele Farina, designandolo alla sua successione e tranquillizzando tutti sul fatto che avesse messo la testa a posto. Ma tant’è.

Gianluigi Guarino

MADDALONI Farina arriva e dice: sarete riassunti.ultima modifica: 2009-08-07T12:00:00+02:00da sagittario290