Cassazione, 6 mesi di vessazioni ed è mobbing

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Cassazione, 6 mesi di vessazioni ed è mobbing
Datore di lavoro responsabile se non interviene

1895143051.jpgROMA (12 settembre) – Possono bastare sei mesi di vessazioni perché si profili il reato di mobbing e il datore di lavoro è responsabile se non interviene con concrete misure per tutelare la vittima dalle angherie del suo superiore. A stabilirlo è la Cassazione (sentenza 22858) che ha dato ragione ad un’impiegata che lamentando tutti i soprusi ricevuti dal suo superiore per sei mesi senza che il datore di lavoro intervenisse aveva denunciato il fatto.

Le vessazioni. Elisabetta F., della Capgemini Italia di Torino, in sei mesi, da febbraio a luglio, era stata sottoposta ad una lunga serie di vessazioni: dal trasferimento di sede (da Torino a La Spezia), alla sottrazione di un progetto di rilevanza europeo sino alla collocazione in una stanza senza finestre, riservata ai collaboratori esterni, e privata di una propria scrivania ed un proprio armadio. Il tutto, ricostruisce la sentenza della Cassazione, condito dalle «battute grossolane» che Elisabetta si sentiva ripetere dal suo capo («Mi hai rotto i c…, hai capito brutta str.. devi fare quello che tico io»).

Ricorso respinto. La donna ha chiesto al Tribunale la condanna del datore di lavoro ad oltre 400 mila euro come risarcimento dei danni subiti. Ma sia il Tribunale che la Corte d’appello di Torino (novembre 2004) avevano respinto il suo ricorso, sostenendo che un periodo di «sei mesi» era «troppo esiguo per la concretizzazione d’un processo per mobbing».

Piazza Cavour 
invece ha accolto il ricorso e ha osservato che «se è vero che il mobbing non può realizzarsi attraverso una condotta istantanea, è anche vero che un periodo di sei mesi è più che sufficiente per integrare l’idoneità lesiva della condotta nel tempo».

La responsabilità del datore di lavoro. La Suprema Corte sottolinea che «ad escludere la responsabilità del datore, quando il mobbing provenga da un dipendente posto in posizione di supremazia gerarchia rispetto alla vittima, non può bastare un mero- tardivo intervento pacificatore non seguito da concrete misure e da vigilanza ed anzi potenzialmente disarmato di fronte ad un’aperta violazione delle rassicurazioni date dal presunto mobbizzante».

Sarà ora la Corte d’apppello di Genova, cui la Cassazione ha rinviato il caso, ad «applicare» i principi dettati dalla Cassazione, condannando il datore di lavoro.

Cassazione, 6 mesi di vessazioni ed è mobbingultima modifica: 2008-09-13T12:51:00+02:00da sagittario290