LA CRIMINALITÀ L’EMERGENZA

Edizione CIRC_NORD

05/07/2008

LA CRIMINALITÀ L’EMERGENZA

La cassaforte a tempo ha impedito ai maviventi di portare via i soldi per pagare le pensioni

11137a1c6a9dbfd18e7479de02bcd629.jpgMARCO DI CATERINO Casavatore. Doveva essere il colpo della vita. Un bottino a sei zero. E invece, nonostante l’accurata preparazione, con due malviventi che indossavano le divise dei carabinieri, il commando che ieri mattina ha assaltato l’ufficio postale di via Palizzi a Casavatore, ha razziato solo 900 euro. E per giunta, tutti in monetine arraffate più che altro per rabbia dalle rastrelliere delle casse. Una beffa per i sei componenti della gang, che sicuramente miravano ad una cifra più grande, depositata nell’ufficio postale da un furgone blindato portavalori appena qualche minuto prima dell’irruzione dei banditi. Le sequenze della rapina, qualche minuto dopo le otto, tra qualche decina di anziani in fila davanti all’ufficio postale per ritirare la pensione e che invece si sono trovati coinvolti nelle concitate fasi della rapina e tenuti sotto il tiro di un Kalashinkow. I banditi sono entrati in azione qualche minuto dopo la partenza del furgone blindato che aveva consegnato i soldi per le pensioni. Due malviventi travestiti da carabinieri, seguiti da un complice che aveva il volto coperto da un casco e un altro con il volto parzialmente nascosto con un cappellino, si sono avviati verso l’ingresso del container che ospita momentaneamente l’ufficio postale per la ristrutturazione della sede di via Campanariello. I finti carabinieri si sono fatti spazio tra la fila di pensionati, avviandosi verso la GUARDIA GIURATA, che per nulla insospettito ha saluto quei «colleghi» e gli ha aperto la porta. Poi il vigilantes si è ritrovato subito dopo disarmato e con una pistola puntata in faccia, seguito da un secco ordine: «Non ti muovere, così nessuno si fa male». La GUARDIA GIURATA è stata spinta nel piccolo salone dell’ufficio, mentre il rapinatore armato con il fucile mitragliatore è rimasto a sorvegliare all’esterno accanto all’ingresso che tutto filasse liscio. I tre complici all’interno, nel frattempo avevano già iniziato il giro delle casse, trovandosi si fronte alla sgradita sorpresa di trovarle vuote. In uno stretto dialetto, hanno chiesto a un impiegato dove fosse la direttrice e non il direttore, segno questo che i banditi da qualche giorno sorvegliavano l’obiettivo da rapinare. La funzionaria ha spiegato che i soldi consegnati dal portavalori erano nella cassaforte regolata da un meccanismo di apertura a tempo e sarebbe trascorsa almeno una mezz’ora per l’apertura. Troppo tempo. I tre malviventi si sono impossessati di tutte le monete metalliche che erano nelle rastrelliere delle casse, comprese quelle da un centesimo. Poi si sono diretti verso l’uscita, minacciando di uccidere chiunque si fosse mosso. I rapinatori, non appena fuori sono balzati a bordo di un’auto e di una moto di grossa cilindrata, alla cui guida c’erano gli altri due complici, ripartendo a tutta velocità. Sul posto i carabinieri della compagnia di Casoria, diretta dal capitano Paolo Cambieri e i militari della caserma di Casavatore, diretta dal maresciallo Rosario Tardocchi che hanno avviato le indagini. I militari hanno chiuso la zona in una rete di posti di blocco e recuperato a qualche centinaio di metri dall’ufficio postale la moto utilizzata dai banditi.

LA CRIMINALITÀ L’EMERGENZAultima modifica: 2008-07-06T16:15:00+02:00da sagittario290