«Vigilanza privata? È la resa dello Stato»

Edizione Mestre

Sabato 2 Febbraio 2008

Il Sindacato di polizia sul progetto di San Donà e Jesolo che prevede l’utilizzo di guardie giurate nel territorio durante la notte

«Vigilanza privata? È la resa dello Stato»

Per il Sap i Comuni fanno bene, ma ciò significa che le forze dell’ordine non sarebbero in grado di garantire la sicurezza

Jesolo/San Donà di Piave

A Jesolo la delibera che porterà all’assunzione della vigilanza privata per il servizio di notte, è stata già affrontato in commissione. L’assessore Andrea Boccato l’ha voluta portare all’attenzione dei consiglieri, per accelerare i tempi ed avere la possibilità di inserirla nell’ordine del giorno della seduta di giovedì prossimo (cosa peraltro già prevista). “Ci sono degli aspetti positivi e altri meno di questa convenzione”, ha detto Nedda Fancio, capogruppo di Uniti per Jesolo. “Da una parte va considerato che l’intervento andrebbe a colmare un vuoto che attualmente c’è durante le ore notturne per una carenza di forze dell’ordine; avere più personale aiuterebbe ad alimentare la sensazione di sicurezza. Però dall’altra si va sempre più alla privatizzazione di servizi che invece dovrebbero essere assicurati alla cittadinanza”. E Boccato è riuscito a ottenere il “sì” della commissione, favorevoli anche la Lista Martin e la stessa Fancio.

Sulla questione interviene l’ex consigliere comunale Antonio Babbo, che da anni sta assistendo a questa voglia di vigilanza privata a Jesolo. “Esiste una situazione difficile, di forze di polizia che non hanno neppure i mezzi per potere operare e l’amministrazione comunale cosa fa, invece di dare una mano a loro? Nomina una vigilanza privata che non ha alcun potere. A mio avviso gli assessori alla sicurezza, così come sono stati pensati, hanno fallito la loro esperienza”.

A San Donà di Piave dall’opposizione si attende di vedere i contenuti della delibera, anche se il nulla osta dato dal Prefetto viene visto come un segno importante. “Vuol dire che, dal punto di vista della legittimità è tutto a posto. Se siamo sicuri che ci sarà un coordinamento con le forze dell’ordine, allora è meglio che niente”. Altra cosa è l’utilità in una realtà come San Donà. “I dati dicono che la criminalità è in diminuzione, quindi si stanno per impegnare risorse su un progetto che non rispecchia la realtà delle cose”.

È del tutto particolare sulla vicenda il giudizio del Sap, il sindacato autonomo di Polizia. “La vigilanza privata voluta dai Comuni è il fallimento delle politiche sulla sicurezza dello Stato”. Giustifica le amministrazioni comunali, espressione dei cittadini, a volere maggiore sicurezza, ma parla apertamente di resa dello Stato su questo tema, dove invece fa economia. Al punto da anticipare che per l’estate c’è il forte rischio che la prossima estate ci saranno meno aggregati di Polizia.

“È innegabile – dice il segretario provinciale, Marco Ceolin – che tra i bisogni fondamentali di ogni comunità organizzata, la sicurezza sia ai primi posti”. “Negli anni, abbiamo assistito a politiche economiche e finanziarie che hanno progressivamente messo in ginocchio polizia e carabinieri ovvero gli organi preposti a garantire la legalità e la pacifica convivenza fra i cittadini”. E mentre nel Veneto si alzava il grido d’allarme, il Governo tagliava altre risorse “Essenziali per l’ammodernamento dei mezzi, per il pagamento degli straordinari e quelle per eseguire le espulsioni dei clandestini”.

“L’avallo del Prefetto sul progetto della sorveglianza privata a Jesolo e San Donà con l’istituzione di un numero verde per le emergenze è un vero e proprio atto di resa, un armistizio con il quale il rappresentante del Governo ha ufficializzato l’impotenza dell’amministrazione centrale nel promuovere efficaci politiche di contrasto alla criminalità. Con la sicurezza non si può fare economia, sulla sicurezza non si può abbattere indiscriminatamente la scure dei tagli previsti dalle leggi finanziarie, occorre investire sulla tecnologia, sulle risorse umane, sulla formazione del personale e sulla dotazione di mezzi idonei a contrastare la criminalità. L’indirizzo però non sembra essere quello auspicato, infatti dall’1 marzo la provincia di Venezia perderà ben 50 operatori di polizia che erano aggregati in attesa di assegnazione, un duro colpo per la Questura e soprattutto per i Commissariati distaccati e sezionali come Jesolo, Mestre e Portogruaro che dal mese prossimo torneranno a fare i conti con una cronica carenza di personale. Davanti a questi dati oggettivi – conclude Ceolin – è difficile non condividere l’iniziativa di Jesolo e San Donà, pur rendendosi conto che tale situazione porterà di sicuro ad una sovrapposizione deleteria per la gestione unitaria della lotta al crimine”.

Fabrizio Cibin

«Vigilanza privata? È la resa dello Stato»ultima modifica: 2008-02-03T01:40:00+01:00da sagittario290