In tutta l’Emilia è emergenza sicurezza


In tutta l’Emilia è emergenza sicurezza
Aggressioni in centro a Reggio, stupri a Bologna, ronde a Ferrara, marce per la sicurezza a Modena. Sarà l’estate, ma qualcosa è cambiato
REGGIO EMILIA (15 lug. 2007) – Scatta il caldo e in tutta la regione è emergenza sicurezza. Non che i due eventi siano per forza collegati ma sta di fatto che proprio in questo scorcio d’estate non si parla d’altro, da Bologna a Ferrara, da Modena  a Reggio Emilia. La gente, soprattutto chi vive in centro storico, è esasperata. I sindaci e gli assessori cercano di “parlamentare”, le polemiche politiche impazzano. E neppure i più “integralisti” hanno vita facile perché le colpe sono ben distribuite tra giovani extracomunitari e giovani emiliani.
ARANCIA MECCANICA A REGGIO EMILIA
Il caso emblematico è avvenuto nella notte tra venerdì e sabato, nel centro storico di Reggio, dove cinque giovanissimi reggiani hanno inscenato una vera e propria “Arancia meccanica” (magari il film di Kubrick non l’hanno mai neppure sentito nominare): ubriachi, hanno per l’ennesima volta pisciato (scusate il termine, ma i giri di parole son superflui) su un portone di via del Carbone, in centro storico. Stavolta qualcuno ha reagito con una secchiata d’acqua in testa ai “provocatori” (ormai sono giorni che la situazione viene descritta dai giornali) e due di loro non hanno esitato a sfondare il portone, pestare e buttar giù dalle scale il 50enne padrone di casa.
L’uomo, dopo le prime cure al pronto soccorso, è stato trasferito nel reparto di Ortopedia e ricoverato con una prognosi di 40 giorni, a causa di una brutta frattura alla gamba destra e di un lieve trauma cranico. Nel frattempo il capo delle Volanti Antonio Stavale è riuscito a identificare tutti i protagonisti della brutale aggressione. Per loro – due 20enni, due 22enni e un minorenne – è scattata una denuncia per lesioni aggravate, violazione di domicilio e minacce.
Di chi è la colpa se le tante segnalazioni non hanno portato a nulla? Del Comune (si sa che nelle città piccole il Sindaco viene sempre chiamato in causa)? Della Prefettura e della Questura, come sostiene l’assessore alla città storica Spadoni? Fatto sta che si è dovuti arrivare al pestaggio per ottenere qualcosa. Cosa poi ancora non è chiaro. L’assessore Spadoni vede la soluzione nel coprifuoco anticipato per le bevande alcooliche. I residenti vogliono installare – a proprie spese – un impianto di video-sorveglianza. Forse è stata una bravata, ma vivere in centro storico non può diventare una colpa, una condizione da cui difendersi. “Con i ragazzi si discute – è il metodo Spadoni – ma coi delinquenti ci vuole la repressione delle forze di polizia”. Purtroppo la situazione è un po’ più complicata di così, anche perché la fisiognomica (la scienza di riconoscere i delinquenti dalla faccia) è stata archiviata da un bel pezzo.
Reggio negli ultimi mesi ha visto altri due episodi “clamorosi” per le personalità coinvolte: le aggressioni più o meno verbali a Monsignor Gazzotti, Il parroco del Duomo e uno dei prelati più conosciuti e stimati in città, e addirittura quella quasi emblematica all’assessora ai servizi sociali Gina Pedroni. Dopo le due aggressioni la rispsta dell’assessore Spadoni era stata alquanto “politichese”:  “I nostri tecnici stanno definendo le linee d’intervento, sia in ambito normativo, sia in ambito pratico. Per quest’ultimo aspetto, però, occorre un coordinamento delle forze dell’ordine, sotto la guida del prefetto, per il presidio del centro nelle ore notturne. Noi faremo la nostra parte ma vanno coinvolte anche le altre forze dell’Ordine”.
EMERGENZA STUPRI A BOLOGNA
In questi giorni abbiamo riportato altri episodi, ben più gravi, avvenuti in centro storico a Bologna, dove due ragazze sono state stuprate in quella che non molto tempo fa era una delle città più sicure e accoglienti d’Italia. Oggi Bologna vive uno dei suoi periodi più oscuri e neanche la “consapevolezza” del sindaco Cofferati sulla sicurezza sembra servire a granché. La cronaca di questa città purtroppo è sempre più fatta di micro-criminalità che colpisce anziani e giovanissimi, persone in difficoltà, ma anche persone che di norma ritengono di trovarsi in situazioni protette e tranquille. Aumenta il senso di insicurezza, ma aumenta in realtà anche l’insicurezza vera e propria.
MODENA: IL SINDACO “PASSEGGIA” PER LA SICUREZZA
Il Sindaco di Modena Pighi è stato al centro di varie polemiche nei giorni scorsi per aver preso parte a una delle consuete “camminate per la sicurezza” organizzate dai residenti del centro storico e delle zone Tempio e stazione. Come al solito la polemica è montata tra le forze politiche in modo ben poco costruttivo. Sta di fatto che il sindaco Giorgio Pighi e il vice ministro degli Interni Marco Minniti hanno sottoscritto un patto “per lo sviluppo di azioni in materia di sicurezza urbana integrata”. In pratica il governo si impegnerà a promuovere interventi mirati a migliorare la sicurezza in città e non solo. Minniti sarà in città nei prossimi giorni. Un sondaggio intanto fa discutere: i cittadini di Modena, Sassuolo e Carpi considerano molto grave la situazione micro-criminalità e al di là del senso di insicurezza generico molti sostengono di essere stati vittime dirette di reati come furti, atti di vandalismo, scippi, truffe e aggressioni.
SASSUOLO: IL SINDACO SCERIFFO
Intanto il sindaco di Sassuolo, Graziano Pattuzzi (Margherita) si sta facendo una fama di vero e proprio “sceriffo” con la sua politica della tolleranza zero (come il vecchio sindaco di New York Rudy Giuliani?). Pattuzzi ha deciso di chiudere per motivi igienici alcuni palazzi delle zone più degradate: un palazzo in via San Pietro e alcuni appartamenti in via Adda 77 e in via Circonvallazione 189.
Cosa serve a Sassuolo per rinascere, gli chiede il cronista del Resto del Carlino?
“Bisogna trovare un equilibrio con gli extracomunitari – risponde il margherito Pattuzzi – un’integrazione vera. Ci serve il loro aiuto. E unità d’intenti con il governo centrale”.
FERRARA: LE RONDE AL GRATTACIELO
Ultima in ordine di tempo la decisione di alcuni abitanti del “Grattacielo” di Ferrara (tre torri, due da 20 piani e una da sette) di improvvisarsi vigilantes con vere e proprie ronde notturne. Un palazzo in cui la maggioranza dei residenti è fatta di ferraresi ma dove la micro-criminalità legata all’immigrazione è molto sentita. Nella civilissima Ferrara vanno così in scena le “ronde dell’esasperazione”, composte da uomini e donne  di tutte le età e le nazionalità (anche una famiglia di algerini e una di turchi), tutti uniti dall’esigenza di contrastare il degrado.
Stavolta la questione assume addirittura contorni religiosi. Un negozio gestito da immigrati africani in pochi giorni si è trasformato in un luogo di culto, l’Eternal Glory Restoration Ministries. Dalle 18 alle 23 per ringraziare il Signore viene diffusa a volume altissimo musica di tamburi e chitarre, amplificata da altoparlanti posti all’esterno del locale stesso. Inutili le rimostranze dei residenti. E adesso le ronde: come a dire, suonate pure le vostre trombe che noi suoneremo le nostre campane.
In tutta l’Emilia è emergenza sicurezzaultima modifica: 2007-07-16T12:00:00+02:00da sagittario290