Arsenio Lupin viaggia in Eurostar

CRONACA

(4 giugno 2007)

I “nuovi ladri” si vestono e si comportano come manager. Ogni anno i reati sono oltre 11 mila
Più 30 %, i ladri colpiscono soprattutto in prima classe. La Polfer: “Più agenti a bordo”

Arsenio Lupin viaggia in Eurostar
Boom di furti e rapine sui treni

di CATERINA PASOLINI

ROMA – È il treno dei desideri, per loro. Non importa che sia più o meno puntuale, un intercity di lusso, un vagon lits di cinematografica memoria, una carrozza di prima classe o un locale affaticato dagli anni sulle tratte di provincia. Quelle carrozze racchiudono un patrimonio viaggiante che fa gola a manolesta professionisti, pronti ad accaparrarsi la borsetta di una signora accaldata e distratta in cerca di un posto libero o la valigia di chi, con troppi bagagli per controllarli tutti, si aggira tra le pensiline.

Ladri e rapinatori che aspettano nel buio che cali il sonno tra gli stanchi viaggiatori delle cuccette, vittime di furti e rapine durante la notte tra perizia e uso di sonniferi: 360 nel 2004, 580 nel 2006 e già 125 quest’anno. E tra i ladri viaggianti la novità sono gli emuli di Arsenio Lupin che messo il vestito da manager alleggeriscono di soldi e carte di credito i viaggiatori dei treni di prima classe. Convinti di trovarsi in zona sicura.

Caccia al ladro, caccia al passeggero distratto, caccia alla buona occasione tra binari e biglietterie, tentazioni e rischi che si moltiplicano con l’arrivo dell’estate, delle vacanze, dei turisti che affollano i treni e le stazioni. Ogni anno sono oltre 11 mila i furti denunciati, i passeggeri derubati più spesso in carrozza che in stazione: nei primi quattro mesi di quest’anno i furti e le rapine sono aumentate del 30 per cento rispetto allo stesso periodo del 2006 passando da tre a quattromila.

“Siamo in pochi”, lamentano i cinquemila agenti della polfer che devono controllare un mondo nel quale ogni giorno corrono 7.000 treni e viaggiano un milione e mezzo di passeggeri. Senza contare i quasi due miliardi di persone che frequentano le stazioni ogni anno. Lavoro duro, lavoro di esperienza, con occhio vigile e mezzi ridotti anche perché, oltre al fatto che il personale della polfer che va in pensione spesso non viene sostituito, i quasi 200 vigilantes che nel 2005 le ferrovie avevano messo di appoggio e prevenzione sono stati “aboliti” per abbattere i costi. E i risultati della mancanza di personale si va ad aggiungere, spiegano alla polfer, agli effetti dell’indulto che ha rimandato dalle celle ai binari centinaia di manolesta professionisti.

E così davanti all’aumento del 30 per cento dei furti in quattro mesi le ferrovie – pur sottolineando che si parla di 11 mila all’anno rapportati a settemila treni passeggeri al dì – hanno deciso di mettere riparo. Così quest’anno verranno spesi 17 milioni di euro per la sicurezza di soldi e bagagli di chi viaggia. Un programma articolato che vedrà anche l’installazione di 85 circuiti di telecamere nelle stazioni. E soluzioni di sicurezza per le zone a rischio, come le biglietterie automatiche, dove si stanno studiando accorgimenti salva bagagli che verranno provati prima a Roma Termini.

Oltre alle novità “tecniche”, le Ferrovie hanno deciso di stipulare nuove convenzioni e di prevedere nuovi incentivi per gli agenti della polfer che ogni anno arrestano più di tremila ladri e ne denunciano novemila. Per dare più sicurezza anche a chi viaggia sui treni della notte con l’incubo del sonnifero spruzzato dal ladro “armato” di chiavi pass-partout e pronto a tirare il freno a mano in aperta campagna per dileguarsi sicuro.

Sono loro, i poliziotti, quelli che hanno il “polso della situazione”, che ti raccontano come nonostante la tecnologia avanzi restano in voga le classiche tecniche del gelato o del caffè gettato sul malcapitato per distrarlo e alleggerirlo dei soldi. Di quanti ancora, appena saliti in carrozza, si affacciano gentili al finestrino per dare informazioni a un passante, ignari del complice che gli sta rubando la valigia alle spalle.
E nel panorama “tradizionale” emerge un nuovo ladro.

Nessun vestito stropicciato o barba lunga, ma aria da manager indaffarato, impegnato tra telefonate di lavoro e l’aria di chi va di fretta. Cliente rigorosamente solo dei treni veloci e della prima classe, in un momento di distrazione sfila il portafoglio al vicino, scende dal treno alla prima fermata, dai documenti risale al numero di casa e avverte dell’avvenuto ritrovamento. Così l’ingenuo, convinto che il tutto gli verrà rispedito non blocca le carte di credito. Ritrovandosi, come un industriale milanese derubato del portafoglio sul Venezia Milano, alleggerito di 18mila euro in poche ore.

Arsenio Lupin viaggia in Eurostarultima modifica: 2007-06-05T11:45:00+02:00da sagittario290