Un commando assalta la Paver

LIBERTA’ di venerdì 20 aprile 2007 > Piacenza

Cinque-sei persone, vestite come Diabolik, sono tornate nell’azienda ad un anno dal precedente colpo
Un commando assalta la Paver
Danni per migliaia di euro, ma le casseforti erano vuote

Il commando mascherato torna a colpire a Borghetto di Roncaglia. A quasi un anno dal primo, clamoroso, tentato colpo, le telecamere a circuito chiuso della Paver hanno ripreso ancora una volta gli uomini in tuta e passamontagna neri, armati di piccone e mazze, che si aggiravano furtivamente tra gli uffici direttivi. I sospetti che si tratti della medesima banda sono molto forti. L’incursione è avvenuta nella notte tra mercoledì e giovedì. I ladri hanno puntato alle cassaforti della Paver, l’azienda di famiglia dell’ingener Giuseppe Parenti, presidente della Camera di commercio, ma sono stati costretti ad una fuga precipitosa dopo l’intervento di una pattuglia dei metronotte Ivri. «Sono riusciti ad aprire la cassaforte mentre un’altra l’avevamo lasciata aperta noi – ha fatto sapere Parenti -, naturalmente non ci teniamo soldi e così se ne sono andati senza nulla». Restano i danni. Ammontano ad alcune migliaia di euro. Strutture di cartongesso abbattute a colpi di mazza, controsoffitti bucati, vetri infranti: una furia dettata forse dalla delusione di non aver trovato nulla. Sicuramente dalla necessità di scovare i forzieri nel più breve tempo possibile, con l’allarme che suonava all’impazzata. La prima auto dei metronotte è arrivata in una manciata di minuti dal polo logistico dove era impegnata nel consueto giro di pattuglia. Il commando è però riuscito a fuggire. Per entrare ha utilizzato una finestra al piano terreno degli uffici direttivi. L’allarme non è scattato subito. Come nella passata incursione, i “diabolik”, una volta all’interno, si sono mossi con agilità, togliendo i pannelli più bassi delle pareti divisorie e strisciando a terra per evitare di essere intercettati dalle fotocellule. Tutto bene fino a quando il sistema anti-intrusione li ha scovati. A quel punto si sono mossi allo scoperto finendo nell’occhio delle telecamere. A differenza dell’incursione gemella del maggio 2006, stavolta sono riusciti ad aprire, tramite un flessibile, una delle due casseforti. Amara la sorpresa: dei soldi nessuna traccia, solo documenti che, a quanto risulta, non sono stati toccati. Secondo la direzione della Paver la banda sarebbe formata da professionisti che, evidentemente, dopo un anno dal primo tentato colpo, sono ancora in circolazione ed operativi.

Federico Frighi

Un commando assalta la Paverultima modifica: 2007-04-21T12:11:00+02:00da sagittario290