Inchiesta sulla società «La pantera», la difesa di Carrino

TARANTO

Domenica, 23 Luglio 2006

«Sono un uomo delle istituzioni»

«Sono un uomo delle istituzioni e mi ritengo una persona perbene. In quanto commercialista della società, ho dovuto mettere a disposizione della magistratura le carte contabili. Qualcuno intende infangare il mio nome, ma la mia vita è stata sempre impostata sui principi di onestà e trasparenza». E’ profondamente amareggiato il tenente colonnello Emanuele Carrino, consulente fiscale dell’Istituto di vigilanza “La pantera srl”, destinatario di un decreto di perquisizione e di sequestro nell’ambito di un’inchiesta avviata dalla procura su un presunto caso di estorsione e truffa. Il provvedimento, firmato dal pm Matteo Di Giorgio, è stato notificato anche a Giovanni Madaro, rappresentante legale dell’istituto di vigilanza. Secondo le tesi dell’accusa, in occasione del cambio di ragione sociale dell’Istituto di vigilanza, alcuni ex dipendenti sarebbero stati indotti a versare nelle casse della società l’intera liquidazione pur di essere riassunti. I lavoratori, insomma, avrebbero dovuto rinunciare ai diritti acquisiti, nello specifico al trattamento di fine rapporto, per continuare a percepire lo stipendio. Inoltre, i responsabili dell’Istituto di vigilanza, sempre stando alle ipotesi investigative, avrebbero certificato falsamente la malattia di alcuni dipendenti, che in realtà svolgevano regolarmente l’attività lavorativa, per far corrispondere all’Inps la relativa indennità. Emanuele Carrino è indicato dagli inquirenti quale gestore di fatto dell’Istituto di vigilanza. «Ma non sono io l’amministratore della società» obietta l’ufficiale dei carabinieri, pluridecorato, cavaliere della Repubblica e presidente dell’Associazione dei carabinieri in congedo e della sezione tarantina della Lega Nazionale Tumori. «La mia passione di uomo d’arma mi fa impegnare al di là della mia attività di consulente del lavoro. Ammetto di aver partecipato anche alla preparazione delle guardie giurate, fornendo consigli e direttive e indicando il comportamento da seguire per evitare di commettere errori. Ecco perchè qualcuno ha pensato che fossi io il titolare della società. In ogni caso, dalle carte in mio possesso, ritengo che non sia stata commessa alcuna irregolarità». Emanuele Carrino ha diretto la compagnia di Taranto per cinque anni, dal 1979 al 1984, ed è anche consulente del Tribunale. Alle perquisizioni nelle sedi di Taranto, Massafra, Palagiano, Ginosa e Manduria dell’Istituto di vigilanza e nello studio del commercialista Carrino, hanno partecipato 25 finanzieri della compagnia di Taranto. Gli investigatori hanno sequestrato una imponente mole di documenti e 80mila euro in contanti custoditi in una cassaforte. A tal proposito, gli avvocati Fausto Soggia e Filiberto Catapano Minotti, per conto dell’istituto di vigilanza, precisano che «la somma sottoposta a sequestro attiene alla esatta consistenza di cassa così come risultano dalla contabilità».

G. Riz.

Inchiesta sulla società «La pantera», la difesa di Carrinoultima modifica: 2006-07-24T11:30:00+02:00da sagittario290

Un pensiero su “Inchiesta sulla società «La pantera», la difesa di Carrino

  1. confermo ,quanto scritto ;il tutto é stato causato per far perdere di credibilità un istituto ,fiore all’ occhiello della provincia ,oltre che lo stesso colonello Carrino .

I commenti sono chiusi.