Palermo – Occupazione, altra estate bollente fra vertenze e crisi ormai croniche

Lavoro

12 luglio 2017

Palermo – Occupazione, altra estate bollente fra vertenze e crisi ormai croniche

Sono tante le questioni che preoccupano i lavoratori: da Coop a Wind 3, passando per Ksm e Tecnis. Nel capoluogo, in un anno, gli occupati sono diminuiti di circa 6 mila unità

di Gaspare Ingargiola

PALERMO – Sarà un’altra calda estate sul fronte delle vertenze lavorative. Coop, Wind 3, Ksm, Tecnis: crisi che periodicamente tornano a galla e che quasi mai trovano soluzioni definitive. Per questo non stupisce che quattro mesi fa i dati Istat elaborati dal Cerdfos, il centro studi della Cgil, spiegavano come in un anno il capoluogo siciliano abbia perso 6 mila occupati (da 324 mila a 318 mila): nel 2007, dieci anni fa, erano 365mila. I disoccupati sono a oggi ben 107 mila. E per fortuna c’è chi ha saputo reinventarsi lustrascarpe grazie al progetto della cooperativa Shoeshine 2.0 messa in piedi su iniziativa del presidente della Confartigianato Palermo, Nunzio Reina: un antico mestiere rispolverato per dare lavoro, finora, a una decina di disoccupati. Un’idea da premiare ma che resta una goccia nel mare.

Un altro motivo per sorridere lo ha regalato la multinazionale Comdata, che ha acquistato i call center ex H3G. Il 28 giugno è stata siglata l’ipotesi di accordo con i sindacati: dovrebbero passare al gruppo industriale, attivo nel settore dei servizi alle imprese, quasi mille persone, di cui circa 300 solo a Palermo. Intesa comunque giunta dopo settimane thrilling, con decine di proteste e flash mob nonostante il grande ottimismo che si respirava attorno alla fusione tra Wind e Tre. E a proposito di commesse del settore Tlc, Accenture il 31 dicembre perderà la commessa Tim e i lavoratori interessati – un centinaio nella Penisola, 28 a Palermo – secondo le parti sociali rischiano il posto di lavoro. I primi scioperi sono già partiti.

Non va meglio alla Coop Sicilia: la ristrutturazione del gruppo, pronto nell’Isola a chiudere cinque punti vendita (due nel palermitano, uno in via Volontari del sangue e l’altro a Casteldaccia) e a ristrutturarne altri sette (nel capoluogo quello al Forum e quello alla Torre), potrebbe causare 273 esuberi, secondo la Filcams Cgil: “La chiusura annunciata di alcuni punti vendita dislocati in tutta la Sicilia – hanno scritto i rappresentanti del sindacato – comporterebbe nell’immediato 113 esuberi, ai quali se ne aggiungerebbero altri 160 in seguito alla ristrutturazione. Questi lavoratori vengano collocati nei nuovi sette punti vendita che Coop, con il Piano industriale 2017/2019, prevede di aprire nelle piazze di Palermo, Messina e Catania e nei nuovi reparti in siti già esistenti. In attesa della ricollocazione, si ricorra agli ammortizzatori sociali e i lavoratori vengano riqualificati per le nuove mansioni”. Soltanto a Palermo i lavoratori a rischio sono 34.

Piani industriali lacrime e sangue anche alla Ksm. La procedura di mobilità aperta dall’istituto di vigilanza prevedeva inizialmente il licenziamento collettivo di 516 guardie giurate e 8 impiegati amministrativi. Il 6 luglio, però, “in un incontro all’Ufficio regionale del lavoro – hanno spiegato i sindacati – l’azienda ha dichiarato la volontà di ridurre a 150 gli esuberi in cambio di interventi sulla busta paga degli altri lavoratori come il taglio della quattordicesima mensilità, la cancellazione del 70% dei permessi, il taglio del 50% delle maggiorazioni sul lavoro straordinario e festivo”. Gli esuberi, come precisato da Marianno Flauto della Uiltucs Sicilia, verrebbero individuati “con i criteri della volontarietà, del raggiungimento del requisito pensionistico e per il numero residuo con i criteri di legge, riconoscendo a questi ultimi il diritto di prelazione per 48 mesi su tutte le società del gruppo e il diritto al rientro nella sede di origine, la rinunzia per 24 mesi alla quattordicesima mensilità, la riduzione per 24 mesi dei permessi retribuiti a complessive ore 25 (da 140) e il riconoscimento per 24 mesi di tutte le maggiorazioni ed indennità contrattuali al 50% rispetto a quanto previsto dal contratto collettivo”. Verrebbero in pratica salvati 400 lavoratori circa, ma a condizioni che la Uiltucs ha definito “inaccettabili”.

E veniamo alla Tecnis, il cui futuro è sempre più nebuloso. I lavori per la realizzazione dell’anello ferroviario procedono a passo di lumaca: in servizio è rimasta ormai poco più di una decina di operai sui 43 iniziali. Di recente si è tenuta una riunione in Prefettura con i sindacati, l’amministratore straordinario Saverio Ruperto, Rfi e Comune per non lasciare un’enorme incompiuta e decine di operai a spasso: le cifre sull’occupazione sono già fin troppo angoscianti.

http://www.qds.it/25499-palermo-occupazione-altra-estate-bollente-fra-vertenze-e-crisi-ormai-croniche.htm

Palermo – Occupazione, altra estate bollente fra vertenze e crisi ormai cronicheultima modifica: 2017-07-13T11:30:51+00:00da sagittario290
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