mercoledì, 10 marzo 2010
Venti anni ai due colpevoli dell’omicio della guardia giurata

Cronaca
marzo 9, 2010
SENTENZA MONTANINO – Venti anni ai due colpevoli dell’omicio della guardia giurata di Ottaviano
Lo massacrarono a piazza Mercato a Napoli per sottrargli la pistola. A un anno dal delitto i giudici emettono la sentenza di primo grado per gli assassini di Gaetano Montanino (nella foto a lato), la guardia giurata di Ottaviano. Venti anni a testa per Davide Cella e Salvatore Panepinto, i due aggressori di Napoli che la notte tra il tre e il quattro agosto crivellarono di colpi la vettura di ordinanza dell’agente in servizio di perlustrazione. La vittima aveva 45 anni ed ebbe la colpa di reagire a quel maledetto tentativo di rapina sfociato nel sangue.
Un processo-lampo, visti i tempi della giustizia italiana, una sentenza durissima nella quale i magistrati hanno accolto la tesi di accusa della procura, anche se hanno mitigato le pene richieste (trent’anni di carcere per tutti gli imputati). Determinante il racconto di Vincenzo De Feo, pregiudicato arruolato nel clan Contini, che ha inchiodato gli imputati indicando ruoli e responsabilità. Il processo continuerà in Appello, e sarà proprio la procura a premere per il processo-bis, forse insoddisfatta delle pene inflitte ai due imputati ritenuti responsabili di omicidio, tentato omicidio (nel raid rimase ferito Fabio De Rosa, collega di Gaetano Montanino), tentata rapina, porto e detenzione di armi rubate, con l’aggravante dei futili motivi. Durante il dibattimento, Davide Cella ha ammesso di aver sparato senza guardare, anche se il suo racconto è stato considerato poco credibile. Montanino era seduto al posto di guida, le mkoto lo accerchiarono e la guardia giurata non ebbe il tempo di scendere dalla vettura. Fu Cella ad esplodere i colpi mortali, quattro, e tutti a segno.
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Vigilantes in "agitazione"
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ABRUZZO/CONSIGLIO: PROTESTA LAVORATORI...

Enti Locali
09-03-2010
ABRUZZO/CONSIGLIO: PROTESTA LAVORATORI VILLA PINI BLOCCA LAVORI
(ASCA) - L'Aquila, 9 mar - Lavori sospesi, in Consiglio regionale d'Abruzzo, a causa della protesta dei lavoratori del Gruppo Villa Pini, il principale delle cliniche private, senza stipendio ormai da quasi un anno. Sin dalla prima mattina, le maestranze hanno presidiato il palazzo dell'Emiciclo, con stiscioni, slogan e fischietti. I toni si sono alzati quando una piccola delegazione e' stata ricevuta, in forma privata, dall'assessore alla Sanita', Lanfranco Venturoni che, constantata l'impossibilita' di raggiungere un accordo, ha lasciato la riunione, facendo ritorno in Aula. I rappresentanti delle Cliniche hanno cosi' tentato di forzare il blocco dei vigilantes, seguendo Venturoni ed entrando nella sala consiliare. Il vice presidente del Consiglio, Giorgio De Matteis, che stava coordinando i lavori dell'Assise, ha tentato in ogni modo di riportare l'ordine, cercando di placare i fischi, i battiti dei piedi di molte donne, i cori ''Vergogna!''. Dapprima i consiglieri Maurizio Acerbo (PRC) ed Antonio Saia (PdCI), poi gran parte degli esponenti dell'opposizione di centrosinistra, hanno lasciato la loro poltrona mescolandosi con i lavoratori. La protesta, ancora accesa anche fuori l'Emiciclo, e' stata organizzata indipendentemente dal fatto che l'odg del Consiglio non prevedesse argomenti di dibattito sulla sanita' e nello specifico su Villa Pini.
iso/mcc/bra
(Asca)
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Le penne nere non bastano più.

Cronaca
09/03/2010
La vigilanza sui profughi affidata all’azienda che cura il servizio d’ordine della Bresso
TORINO 09/03/2010 - Via le penne nere dal presidio serale del portone della La Marmora, la sicurezza affidata agli uomini dell’Hydra Service, la società che già cura il servizio d’ordine per il comitato elettorale di Mercedes Bresso. Ma il Comune precisa che non ci sono stati costi aggiuntivi per la città. Fino ad alcuni mesi fa, a coprire il turno di guardia dalle 20 a mezzanotte erano i volontari dell’Associazione nazionale alpini insieme ai militari della Taurinense. Le sempre più frequenti intrusioni di estranei - che non esitavano a scavalcare la porta carraia all’angolo tra via Asti e via Cardinal Maurizio hanno costretto i militari a coprire il punto vulnerabile con il filo spinato e a presidiare il piazzale interno per sorvegliare il perimetro della caserma ed annotare ogni movimento sospetto. Gli ex alpini sono così rimasti soli a svolgere un compito che ben presto si è rivelato troppo gravoso. Basta infatti dare uno sguardo al planning dei turni per capire che a presidiare l’ingresso - per un contributo di appena 30 euro, «che comunque usiamo per opere di bene - sono sempre gli stessi veterani, tutti non più giovanissimi. La fondazione Dravelli - l’en te che assiste i profughi - ha quindi proposta alla prefettura di affidare la sicurezza ad un’agenzia privata. La scelta è ricaduta su quell’Hydra Service, impresa torinese che già gestisce il servizio d’ordine del comitato elettorale di Mercedes Bresso e recentemente balzata alla ribalta della cronaca per gli scontri con gli anarchici che hanno attaccato le sedi del Pd. Una manovra che non è sfuggita ai consiglieri comunali di An-Pdl, Agostino Ghiglia e Roberto Ravello, che hanno immediatamente presentato un’interpellanza. «Il Comune nega che ci siano state intrusioni - sottolinea Ravello , peccato che la posa del filo spinato riveli il contrario. E non vengano a raccontarci la storiella che è stato messo per garantire maggiore sicurezza. È sconcertante che il Comune neghi il verificarsi di certi fenomeni e ancor più che non vigili sull’utilizzo dei suoi fondi. Chiederemo un incontro con i responsabili della Dravelli per avere informazioni dettagliate sulla gestione e sull’utilizzo di quelle che, fino a prova contraria, sono risorse pubbliche». Rispondendo all’interpellanza, l’assessore Borgione ha poi ribadito che «la Città non ha speso nulla». Per affidare il turno serale a vigilantes privati, però, la fondazione ha dovuto dirottare parte dei 385mila euro stanziati dal Comune per la gestione e l’in serimento dei profughi. Uno stanziamento che certo non contemplava voci di spesa per la sicurezza della caserma.
Alessandro Porro (serv. p e p.)
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RAPINA IN VILLA A PARABIAGO: IL COMMENTO DI RAFFAELE CUCCHI

Cronaca
martedì 09 marzo 2010 - 17:09:52
RAPINA IN VILLA A PARABIAGO: IL COMMENTO DI RAFFAELE CUCCHI
“E’ assolutamente un atto da condannare”.
Queste le prime parole di Raffaele Cucchi, candidato sindaco della Lega Nord, alla notizia della rapina in villa in via Aristotele a Parabiago. Non è la prima volta che la città della calzatura è chiamata a fare i conti con episodi criminali di questo tipo: già due anni fa in via Cantù (poco distante da via Aristotele) alcuni banditi avevano preso d’assalto l’abitazione del dentista Roberto Zecca. Ora nuovamente questa “Arancia Meccanica” all’ora di cena.
I banditi, quattro e armati, hanno fatto irruzione nell’abitazione di via Aristotele (sorvegliata con delle videocamere) e, dopo aver sferrato dei colpi al proprietario di casa e al figlio 21enne, sono scappati con 20mila euro.
“A Parabiago – commenta senza esitazioni Raffaele Cucchi – serve maggior sicurezza, un argomento che da sempre è caro alla Lega Nord che ne fa uno dei suoi cavalli di battaglia. Bisogna immediatamente trovare delle soluzioni al problema della criminalità perché i nostri cittadini non abbiano più paura né di andare in giro per le strade né soprattutto di vivere nelle loro abitazioni. Servono più risorse e controlli, soprattutto nelle ore serali e notturne. Per questo voglio portare avanti l’idea di avviare una collaborazione tra Polizia locale, Polizia provinciale e corpi di vigilanza privata affinché la nostra città possa essere una città più sicura. Naturalmente non mi dimentico dell’Arma dei carabinieri, sempre presente sul territorio, che dovrà finalmente avere la nuova caserma”.
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