martedì, 09 febbraio 2010
UCCISE LADRO IN FUGA, A PROCESSO UNA GUARDIA GIURATA

Cronaca
[08/02/2010]
UCCISE LADRO IN FUGA, A PROCESSO UNA GUARDIA GIURATA
Si aprirà il 6 maggio prossimo il processo a carico di Crocefisso Martina. L'accusa è di omicidio colposo. Tre anni or sono, durante un furto ed una sparatoria, perse la vita un 28enne di Brindisi
LECCE - Si aprirà il 6 maggio prossimo il processo a carico di Crocefisso Martina, 45enne di Torchiarolo, in provincia di Brindisi, guardia giurata accusata di omicidio colposo per la morte di Marco Tedesco, 28enne di Brindisi, avvenuta il 24 gennaio del 2007. L’uomo è stato rinviato a giudizio dal gup Annalisa De Benedictis, dopo che erano state respinte ben due richieste di patteggiamento, la prima di un anno e otto mesi e la seconda di due anni.
Tedesco, quella mattina di tre anni fa, mise a segno un furto insieme ad altri tre complici nella stazione di servizio Q8 sulla strada statale 616 tra Lecce e Brindisi. I quattro, a bordo di una Y10 ed una Fiat Panda, sfondarono con le auto l’ingresso del bar e portarono via alcune stecche di sigarette e del denaro contante. Scattò poi l’inseguimento da parte degli agenti dell’istituto di vigilanza privata "La Vigile" di Trepuzzi. Alcune guardie giurate esplosero alcuni colpi di pistola verso le auto in fuga: il conducente della Y10 riuscì a far perdere le sue tracce, mentre la Panda venne bloccata dai carabinieri del Norm di Lecce all’altezza di Torchiarolo.
Purtroppo accanto al guidatore c’era Tedesco, ormai senza vita. I familiari del ragazzo avanzarono una richiesta di risarcimento pari ad 1 milione di euro: si sono costituiti in giudizio con gli avvocati Giuseppe Lanzalone, Daniela D’Amuri e Loredana Massari. L’imputato è difeso dall’avvocato Antonio Savoia.
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FURTO IN PIENA NOTTE ALL'OSPEDALE DI FASANO

Cronaca
lunedì, 8 febbraio 2010 ore 11:14
FURTO IN PIENA NOTTE ALL'OSPEDALE DI FASANO
Svaligiata con la fiamma ossidrica la cassaforte del Cup. Bottino: 13 mila euro.
FASANO – Ammonta a tredici mila euro il bottino di un furto perpetrato la scorsa notte (quella tra sabato 6 e domenica 7 febbraio) all’interno dell’ospedale “Umberto I” di Fasano. In un posto davvero impensabile, sempre aperto al pubblico, sempre frequentato in qualsiasi ora del giorno e della notte, e per di più presidiato da una guardia giurata 24 ore al giorno.
Ignoti l’altra notte sono penetrati all’interno degli uffici del Cup (centro unico prenotazione) ubicati al piano terra proprio all’ingresso del nosocomio nei pressi delle casse dove quotidianamente centinaia e centinaia di pazienti effettuano prenotazione e pagano il ticket.
A quanto pare la porta dell’ufficio era stata chiusa a chiave. I ladri, però, in base ad alcune indiscrezioni, vi sono penetrati all’interno senza arrecare alcun danno alla porta di accesso. Una volta all’interno della stanza, fiamma ossidrica alla mano i banditi – probabilmente più di uno - hanno aperto la cassaforte all’interno della quale erano conservati gli incassi degli sportelli prenotazione di una intera settimana ammontanti, appunto, a 13 mila euro. Davvero una bella somma. Non è escluso che la banda conoscesse proprio l’ingente incasso stipato in cassaforte e, pertanto, ha messo in atto un piano davvero studiato nei minimi dettagli. Nessuno, infatti, si è accorto di nulla o ha udito rumori provenire dagli uffici del Cup. Né il personale sanitario, né i pazienti, né tanto meno il personale addetto alla sorveglianza. Solo questa mattina (lunedì 8 febbraio) alla riapertura dello sportello prenotazioni il personale addetto ha ritrovato la cassaforte divelta e l’incasso di una intera settimana mancante. Sull’episodio indagano i Carabinieri di Fasano.
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Spara e mette in fuga i rapinatori

Cronaca
8 feb 2010 13:39
Spara e mette in fuga i rapinatori
Assalto a un furgone portavalori a Pratteln
PRATTELN (BL) - L'autista di un furgone portavalori è riuscito a mettere in fuga due rapinatori questa mattina a Pratteln (BL). L'automezzo è stato bloccato da un'automobile e due uomini con i visi coperti da maschere hanno minacciato l'autista con le armi. L'uomo si è messo al sicuro nel veicolo ed ha sparato diversi colpi d'arma da fuoco all'indirizzo dei malviventi che si sono allontanati senza rispondere al fuoco.
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Buccoliero: ”Mezzo secolo di vita per la vigilanza La Folgore”

Attualità
Lunedì 08 Febbraio 2010 13:24
Buccoliero: ”Mezzo secolo di vita per la vigilanza La Folgore”
Lecce (Salento) - “I cinquant’anni di intensa attività dell’Istituto di vigilanza provinciale ‘La Folgore’ rappresentano un esempio concreto non solo in termini di sicurezza di un territorio, ma anche nell’ambito della virtuosa attività di un’azienda che ha rappresentato e continua a rappresentare una risorsa occupazionale per il sud Salento”.
È quanto dichiara il consigliere regionale e portavoce di Alleanza Puglia, Antonio Buccoliero, che ha partecipato ai festeggiamenti ufficiali per i cinquanta anni di attività de ‘La Folgore’, che rappresenta il più antico istituto di vigilanza del Salento e conta circa cinquanta dipendenti e quaranta pattuglie.
“In questi lunghi anni di attività – ha dichiarato Buccoliero – ha dimostrato non solo serietà ed efficienza, ma anche capacità di interagire con un territorio, fornendo risposte adeguate in termini di sicurezza, di crescita occupazionale, di sviluppo economico e di sicurezza, collaborando sempre con le Forze dell’ordine. Un plauso particolare, in questo senso, va al comandante de ‘La Folgore’, il capitano Massimiliano Mariano, che con il suo impegno e quello dei suoi uomini rende tangibile l’operatività di tutto un territorio”.
“In un momento non facile per la nostra economia – conclude Buccoliero - in una zona, come il Capo di Leuca, dove diverse aziende hanno dovuto piegarsi ad una crisi economica di vaste proporzioni, un’azienda virtuosa e produttiva come ‘La Folgore’ l’esempio migliore di come nel Salento esistano le risorse umane per fronteggiare con efficacia un delicato momento per l’economia e l’occupazione, fornendo speranza economica e occupazionale”.
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La Bella Guardianìa

Cronaca
Lunedì 08 Febbraio 2010
La Bella Guardianìa
Un'altra mazzata, e non proprio una tegola sull'amministrazione comunale. I militari del comando provinciale della Guardia di Finanza di Foggia hanno notificato ieri mattina quindici avvisi di garanzia all'indirizzo dell'ex sindaco di Foggia, Orazio Ciliberti, di undici ex assessori della sua prima giunta, e di tre dirigenti comunali. Le comunicazioni giudiziarie sono state notificate al termine delle indagini preliminari e valgono dunque anche come notifica della conclusione della prima parte del procedimento. é verosimile supporre che nelle prossime settimane il magistrato che sta seguendo la vicenda (Antonio Laronga) deciderà sulla richiesta di rinvio a giudizio degli ex amministratori e dei dirigenti comunali coinvolti. Sotto inchiesta è finita praticamente tutta la giunta comunale che Ciliberti insediò subito dopo la sua elezione a primo cittadino. Con l'ex sindaco risultano indagati gli ex assessori Angelo Benvenuto, Alfredo Grassi, Ciro Mundi, Giulio Scapato, Raffaele Capocchiano, Claudio Sottile, Giovanni Ricci, Italo Pontone, Assunta Pinto, Michele Del Carmine e Luigi il Grande. L'elenco degli "avvisati" si conclude con tre dirigenti comunali: Matteo Ercolino, Nando Corvino e Antonio Stanchi. Pesanti i reati che, a diverso titolo, il magistrato che sta coordinando l'indagine ipotizza a carico degli ex amministratori e dirigenti comunali coinvolti: abuso d'ufficio, falsità materiale commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici e turbata libertà degli incanti.
L'elenco dei reati lascia supporre che il magistrato sospetti che esponenti dell'amministrazione abbiano turbato il regolare svolgimento di una gara d'appalto. E pare che in effetti le indagini abbiano preso le mosse proprio dal carteggio riguardante l'esperimento della trattativa privata con cui, nel 2005, l'amministrazione comunale affidò l'appalto di guardiania relativo ad immobili comunali, tra cui anche il Palazzo di Giustizia. Secondo gli investigatori, l'affidamento del servizio avrebbe dovuto essere aggiudicato attraverso una regolare gara pubblica, e non tramite una trattativa privata, come sarebbe in realtà accaduto. Ad occuparsi dei servizi di guardiania degli immobili comunali è stata, dal 2005 fino all'ottobre dell'anno scorso, la società "Luceria Falco s.r.l. con sede a Manfredonia.
Le indagini hanno interessato proprio il periodo che va dai primi mesi del 2005 fino ad ottobre 2009. Secondo quanto sostengono le Fiamme Gialle, l'affidamento irregolare del servizio avrebbe provocato un danno erariale alle casse comunali per un importo stimato in un milione e 300.000 euro. La Luceria Falco fece parlare di se nei primi giorni del 2007, quando un folto gruppo di dipendenti protestò rumorosamente davanti al municipio, per chiedere il ripristino del servizio, che la civica amministrazione aveva cessato il 31 dicembre del 2006. La sospensione del servizio aveva provocato il licenziamento, da parte dell'impresa appaltatrice di 106 lavoratori.
Al Comune erano giunti esposti e denunce da parte di altre aziende, e pare che l'amministrazione si fosse convinta della impossibilità di procedere ad un'ulteriore proroga del servizio. Le strutture comunali erano però rimaste incustodite, ed erano stati segnalati danni arrecati alle proprietà comunali, con episodi di vandalismo di cui avevano fatto le spese i container del campo nomadi di Arpinova e la cabina elettrica del nuovo mercato Arpi.
Cosa sia successo dopo è difficile da capire anche perché, leggendo l'elenco degli amministratori raggiunti dall'avviso di garanzia, e tutti facenti parte del primo esecutivo guidato da Orazio Ciliberti, la vicenda parrebbe riferirsi al 2005, ovvero al primo affidamento del servizio alla Luceria Falco. Una nuova gara è stata effettivamente indetta a dicembre 2008, si trattava di una gara triennale per l'assegnazione dei servizi di portierato, guardiania e reception per alcuni immobili comunali. L'appalto è stato assegnato nei primi mesi del 2009, ma qualche mese dopo il suo insediamento l'attuale amministrazione comunale, resasi conto che mancava la copertura finanziaria relativa al 2010, ha revocato il provvedimento con una delibera di giunta di fine ottobre 2009. Una parte di questi servizi, ritenuti essenziali come la guardiania a Palazzo di Giustizia e ai mercati, è stata affidata a delle cooperative che già operavano con l'amministrazione comunale. Una vicenda intricatissima, che è piombata a Palazzo di Città come un fulmine a ciel sereno: nessuno dei politici avvisati siede più in giunta, anche in ossequio al principio di discontinuità voluto dall'attuale sindaco, ma diversi degli amministratori comunali coinvolti seggono tra i banchi del consiglio comunale, circostanza che sicuramente non migliora lo stato di salute dell'amministrazione nel suo complesso, alla prese con una difficile eredità, non soltanto finanziaria, ma anche giudiziaria. La scorsa settimana aveva provocato scalpore la notizia degli avvisi di garanzia emessi dalla Procura della Repubblica di Foggia - anche in questo caso dopo indagini condotte dai militari del comando provinciale della Guardia di Finanza, nei confronti degli ex amministratori dell'Amica e dei direttori generali dell'azienda speciale che si occupa del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani.
Arturo Desio
11:00 Scritto da : sagittario290 in Cronaca | Link permanente | Commenti (0) | Segnala
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